La Procura di Bari ha disposto il sequestro di quote societarie per oltre 7,3 milioni di euro nei confronti della Imco, società riconducibile alla famiglia Matarrese, storico gruppo imprenditoriale barese attivo nel settore delle costruzioni. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Lanfranco Marazia, coinvolge complessivamente 14 indagati ai quali vengono contestati, a vario titolo, reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale, societaria, preferenziale e per atti dolosi.
Tra i destinatari dell’invito a comparire per interrogatorio preventivo figurano Salvatore Matarrese, Amato Matarrese, Marco Mandurino e Nicola Locuratolo. L’audizione davanti al gip è stata fissata per il prossimo 20 maggio. Nell’elenco degli indagati compare anche Antonio Matarrese, 86 anni, ex parlamentare ed ex presidente della FIGC, già amministratore unico e amministratore delegato di alcune società del gruppo. Per lui la Procura non ha richiesto misure cautelari domiciliari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, le indagini avrebbero fatto emergere “gravi, molteplici e ripetute” condotte distrattive e dissipative. L’attività investigativa è partita dall’analisi delle procedure concorsuali relative a una società del gruppo già in stato di insolvenza. Successivamente gli approfondimenti si sono estesi ad altre quattro imprese, per le quali è stata chiesta la liquidazione giudiziale a causa di una rilevante esposizione debitoria verso l’Erario e di evidenti squilibri economico-finanziari.
Per l’accusa, gli indagati avrebbero sottratto oltre 18 milioni di euro attraverso operazioni infragruppo considerate irregolari, tra cui cessioni di partecipazioni, finanziamenti interni e pagamenti preferenziali effettuati in violazione della par condicio creditorum. Gli inquirenti contestano inoltre un presunto sistema di autofinanziamento illecito basato sul mancato versamento sistematico delle imposte dovute, per un ammontare stimato in circa 7 milioni di euro.
La Guardia di Finanza sostiene inoltre che, per ritardare l’emersione dello stato di dissesto, sarebbero stati alterati i bilanci delle società capogruppo attraverso la sopravvalutazione delle partecipazioni infragruppo.
L’avvocato Davide Di Terlizzi, difensore di Amato e Salvatore Matarrese, ha precisato in una nota che “i provvedimenti riguardano le persone fisiche e non la Matarrese Spa, che prosegue nella sua attività senza alcuna interruzione”. Il legale ha inoltre espresso “piena fiducia nella magistratura”, dichiarandosi convinto che già durante l’interrogatorio preventivo “potranno essere chiariti tutti i punti sollevati dall’accusa”.