Massimo Ferrarese, presidente del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, lancia “Embrace the Future – Taranto 2036”, un progetto civico indipendente che punta a riunire cittadini, imprese, professionisti, università e associazioni per costruire un programma di sviluppo della città nei prossimi dieci anni. Esclude qualsiasi ambizione elettorale: «Non intendo fondare un partito, non cerco uno spazio elettorale e non mi candiderò assolutamente a nulla».
L’iniziativa nasce mentre Taranto attraversa una nuova fase di tensione per la vertenza ex Ilva, con le proteste dei lavoratori e il confronto sul futuro industriale della città.
«Taranto non deve essere costretta a scegliere tra lavoro e salute, tra sviluppo e ambiente», afferma Ferrarese, secondo il quale occorre superare contrapposizioni che da anni condizionano il dibattito cittadino e individuare soluzioni capaci di garantire occupazione, tutela ambientale e nuove opportunità per i giovani.
Il presidente del Comitato richiama l’esperienza dei Giochi del Mediterraneo, considerandola un esempio della capacità di Taranto di raggiungere obiettivi condivisi attraverso la collaborazione tra soggetti differenti. Da qui l’idea di proseguire quel lavoro con un progetto che guardi al 2036.
“Embrace the Future” vuole essere uno spazio di confronto aperto, nel quale far incontrare competenze ed esperienze diverse, comprese quelle del mondo del lavoro e delle associazioni ambientaliste. Tra i temi indicati figurano la salute, l’impresa, la cultura, il turismo e la qualità della vita.
Ferrarese insiste sull’indipendenza dell’iniziativa: «Il mio obiettivo è contribuire a creare uno spazio civico libero e indipendente, che non appartenga a nessuna parte politica e sia aperto a tutti coloro che vogliono impegnarsi concretamente per il futuro della città».
I primi incontri sono previsti già nei prossimi giorni. Ferrarese annuncia che comincerà a confrontarsi con persone interessate a partecipare, per definire contenuti e iniziative. Al momento non sono stati indicati i nomi degli aderenti né un programma operativo.
«Non ho la presunzione di avere tutte le risposte», precisa, ribadendo la necessità di mettere insieme le risorse umane e professionali presenti sul territorio.
Il messaggio si chiude con un appello alla collaborazione: «Taranto non appartiene a una parte sola: appartiene a tutti noi. E il futuro non si aspetta, si costruisce insieme».