Taranto, nube nera dall’altoforno 2 dell’ex Ilva: sindacati chiedono chiarimenti


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Una densa colonna di fumo nero si è alzata domenica dalla zona dell’altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto, diventando rapidamente visibile da diversi quartieri della città e facendo scattare l’allarme tra i residenti. L’Afo2 è attualmente l’unico altoforno in marcia nello stabilimento siderurgico.

Secondo quanto riferito da fonti aziendali e sindacali, all’origine dell’evento ci sarebbe stato un problema di comunicazione elettrica relativo alla portata del vento. Il sistema di sicurezza avrebbe ricevuto un segnale errato interpretandolo come una situazione anomala e facendo così aprire automaticamente i bleeder, le valvole collocate sulla parte superiore dell’altoforno e utilizzate per scaricare la pressione in caso di emergenza.

Il dispositivo avrebbe dunque funzionato secondo la propria logica di sicurezza, ma sulla causa del falso allarme e soprattutto sulle conseguenze dell’emissione la Uilm ha chiesto chiarimenti immediati ad Acciaierie d’Italia.

Il sindacato vuole conoscere nel dettaglio cosa sia accaduto, quali siano state le cause tecniche e se l’episodio abbia prodotto effetti sulla sicurezza dei lavoratori e sull’ambiente. L’evento assume un peso ancora maggiore a Taranto, dove qualsiasi emissione anomala dello stabilimento riapre immediatamente il confronto sul rapporto tra produzione, salute e sicurezza.

Afo1 è fermo e sotto sequestro dopo l’incendio del maggio 2025, mentre Afo4 è interessato da lavori. Per questo l’Afo2 rappresenta in questo momento il cuore della residua produzione dell’area a caldo.