Taranto, traffico di droga e usura ai Tamburi: 13 arresti, sequestrate otto pistole e oltre sei chili di stupefacenti


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Un’organizzazione che gestiva tre piazze di spaccio nel quartiere Tamburi di Taranto, reinvestendo parte dei guadagni in prestiti a usura con interessi superiori al 200% annuo. È quanto ricostruito dai carabinieri nell’inchiesta che questa mattina, martedì 27 ottobre, ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari: sette persone sono finite in carcere, altre sei agli arresti domiciliari. Sequestrate anche otto pistole e oltre 300 munizioni.

L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dalla disponibilità di armi, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e usura.

L’operazione ha impegnato oltre cento carabinieri del Comando provinciale di Taranto, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia e delle unità cinofile di Modugno.

Un’intera famiglia al centro del traffico di eroina

Le indagini, avviate nell’ottobre 2023 dalla Sezione operativa del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Taranto, sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e dalla Procura di Taranto.

Secondo gli investigatori, al centro dell’organizzazione c’era un intero nucleo familiare che gestiva l’approvvigionamento, il taglio e il confezionamento della droga. Altri componenti del gruppo si occupavano della distribuzione nelle tre piazze di spaccio controllate nel quartiere Tamburi.

Il traffico riguardava soprattutto eroina e hashish, ma comprendeva anche marijuana e cocaina. L’eroina costituiva la principale fonte di guadagno dell’organizzazione. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno sequestrato complessivamente 3,8 chilogrammi di eroina, 1,7 chilogrammi di hashish e circa 400 grammi tra marijuana e cocaina.

Le armi e i prestiti con interessi superiori al 200%

L’inchiesta ha ricostruito anche i tentativi dei presunti vertici dell’organizzazione di procurarsi armi da fuoco rubate, attraverso un intermediario. L’obiettivo, secondo gli investigatori, era disporre di pistole personali per rafforzare il controllo sulle attività criminali.

I carabinieri hanno sequestrato otto pistole, tre delle quali con matricola abrasa, e oltre 300 proiettili di diverso calibro.

Un altro filone investigativo riguarda il presunto reinvestimento dei proventi dello spaccio nell’attività di prestito illegale. Alcuni indagati avrebbero concesso denaro a persone in difficoltà economica, imponendo tassi di interesse che, in determinati casi, superavano il 200% annuo.

L’organizzazione avrebbe così utilizzato i guadagni della vendita di droga per finanziare un circuito di prestiti usurari, sfruttando lo stato di necessità delle vittime.

Le sette persone destinatarie della custodia cautelare in carcere sono state trasferite negli istituti penitenziari di Taranto e Lecce.

Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere accertate nel corso del processo e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.