Una festa per il record di durata, ma anche una prova di forza politica. Fratelli d’Italia ha scelto Bari per celebrare i 1.413 giorni del governo guidato da Giorgia Meloni, diventato il più longevo della storia repubblicana. Alla banchina 10 del porto sono arrivati militanti e simpatizzanti da tutta Italia: circa 10mila presenze secondo gli organizzatori, tra luminarie, musica e un grande palco affacciato sul mare con lo slogan «Il Governo + stabile, l’Italia + forte».
Prima del comizio della premier, Ignazio La Russa ha ricordato Pinuccio Tatarella. Sul palco anche Raffaele Fitto e Maurizio Lupi, mentre i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini sono intervenuti in videocollegamento, ribadendo la compattezza della coalizione di centrodestra.
Poi, al tramonto, il lungo intervento di Giorgia Meloni. Più che sul primato numerico, la presidente del Consiglio ha insistito sul valore politico della durata: la stabilità, ha sostenuto, è stata «la prima grande riforma» del suo governo, uno scudo in anni segnati da crisi internazionali ed emergenze. La premier ha rivendicato anche un consenso che, a suo giudizio, resta superiore a quello con cui l’esecutivo iniziò il proprio percorso nell’ottobre 2022.
Il discorso ha ripercorso i principali dossier dei quasi quattro anni di governo: occupazione, fisco, conti pubblici, immigrazione, sicurezza e politica internazionale. Meloni ha annunciato la volontà di estendere la Zes a tutta Italia, ha difeso la linea sull’immigrazione sostenendo che molte scelte italiane siano state successivamente adottate in Europa e ha ribadito la necessità di investire nella difesa.
Sull’ex Ilva, tema particolarmente sensibile in Puglia, la premier ha indicato come obiettivo la tutela contemporanea della salute e del patrimonio industriale.
Non sono mancati gli affondi politici. Meloni ha attaccato la sinistra, difeso una legge elettorale che garantisca a chi vince la possibilità di governare per cinque anni e ribadito di non avere alcuna intenzione di rallentare. «Non ho mollato mai e non intendo farlo adesso», ha scandito dal palco.
Mentre al porto Fratelli d’Italia festeggiava, nel centro di Bari andava in scena la protesta contro il governo. La contromanifestazione, promossa da movimenti, associazioni e sigle della sinistra antagonista e pro Palestina, è partita da piazza del Ferrarese e ha percorso il lungomare fino alla Basilica di San Nicola.
Gli organizzatori avrebbero voluto raggiungere il porto, ma l’accesso all’area della manifestazione di Fratelli d’Italia era stato vietato per motivi di ordine pubblico. Tra gli slogan, «Meloni vattin», «via il governo Meloni» e contestazioni alle politiche su guerre, Nato e immigrazione.
All’altezza della Basilica i manifestanti hanno trovato lo sbarramento delle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Ci sono state proteste contro le limitazioni imposte al percorso, ma il corteo si è concluso senza incidenti.
Due piazze tenute a distanza dal dispositivo di sicurezza e due immagini opposte della stessa serata: al porto la maggioranza che celebra il primato e rivendica quasi quattro anni di governo; sul lungomare chi quel bilancio lo contesta. Per una sera Bari è diventata il centro del confronto politico nazionale.