Barocco Festival, al Castello di Mesagne “La musica delle terre”


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Un viaggio musicale tra Europa, Mediterraneo e Nuovo Mondo, alla scoperta di melodie capaci di attraversare confini, popoli e secoli. Il Barocco Festival Leonardo Leo fa tappa martedì 8 settembre, alle 21, nel Castello Normanno Svevo di Mesagne con il concerto “La musica delle terre. Moresche, balli municipali, ground, partite su melodie tradizionali”.

Protagonista della serata sarà La Confraternita de’ Musici, diretta da Cosimo Prontera, al cembalo, con il tenore Joann Francis Folquè. Sul palco anche Raffaele Tiseo al violino, Alessandro De Carolis ai flauti, Fabio De Leonardis al violoncello, Simone Colavecchi alla chitarra barocca e tiorba, Maurizio Ria al violone e Marco Muzzati alle percussioni. A condurre la serata sarà il giornalista Antonio Celeste.

Il programma attraversa moresche, ciaccone, balli municipali, ground inglesi, villancicos e danze criolle, seguendo il percorso compiuto nei secoli dalle melodie popolari entrate progressivamente nella musica colta.

Fra XVII e XVIII secolo fu soprattutto la danza a rappresentare uno dei punti di incontro più fertili fra tradizione orale e scrittura musicale. Motivi nati nelle piazze e nelle comunità passarono nelle corti e nelle composizioni dei grandi autori, trasformandosi senza perdere completamente il legame con i luoghi d’origine.

Dall’Italia arriveranno, tra le altre, la “Moresca” dall’“Orfeo” e la ciaccona su “Zefiro torna” di Claudio Monteverdi, la “Ciaccona” di Tarquinio Merula, l’“Aria V sopra La Bergamasca” di Marco Uccellini, la sonata sopra “Fuggi dolente core” di Biagio Marini e l’“Aria di Firenze” di Giovanni Paolo Foscarini.

La geografia musicale si allargherà poi all’Europa e al continente americano. I ground inglesi “Paul’s Steeple” e “The Duke of Norfolk” incontreranno la moresca “Di, perra mora” di Pedro Guerrero e i “Canarios” di Gaspar Sanz. Dal mondo latinoamericano arriveranno invece “Don Januarios”, su melodia tradizionale boliviana, “A la vida bona” di Juan Arañés e il modinha-lundú brasiliano “Os me deixas que tu dás”.

Il percorso si concluderà con la tarantella e con la “Canzone del Guarracino”, costruita su moduli tradizionali del Seicento. Sullo sfondo anche il rapporto fra musica, corpo e rito evocato dall’“Antidotum Tarantolae”, melodia salentina recuperata da Athanasius Kircher e legata ai rituali dei tarantolati.

Al termine del concerto è prevista una degustazione di vini offerta dalle cantine Otri del Salento e Vignuolo, accompagnata da prodotti pugliesi proposti da Gargano Sapori.

I biglietti, al costo di 3 euro, possono essere acquistati online su Vivaticket fino alle 17 del giorno dello spettacolo. Successivamente saranno disponibili direttamente all’ingresso del Castello la sera del concerto. Informazioni al numero 347 060 4118.