Serena Autieri sarà tra i protagonisti della cerimonia di chiusura dei Giochi del Mediterraneo, in programma giovedì 3 settembre allo stadio Iacovone di Taranto. Resta invece ancora aperta, fino all’ultimo, la possibilità di vedere sul palco anche Diodato.
A firmare lo spettacolo conclusivo sarà ancora G2 Eventi del gruppo Casta Diva, la società milanese che ha curato la cerimonia inaugurale del 21 agosto. L’amministratore delegato e direttore creativo Francesco Paolo Conticello e il direttore artistico Angelo Bonello confermano che sull’artista tarantino si sta continuando a lavorare, pur sottolineando come eventuali difficoltà siano legate a questioni organizzative indipendenti sia dalla produzione sia dal cantante.
La chiusura avrà un’impostazione molto diversa rispetto all’apertura. Al centro non ci sarà più il racconto della città che accoglie il Mediterraneo, ma gli atleti che per quasi due settimane si sono confrontati nelle diverse discipline. Il 3 settembre torneranno nello stadio senza essere divisi per nazioni: entreranno come un’unica “squadra del Mediterraneo”, in una grande festa pensata soprattutto per loro.
Musica e artisti del territorio avranno un ruolo centrale. Sul palco sono annunciati l’Orchestra giovanile della Magna Grecia, il Coro della Magna Grecia, i Terraròss, gli Attitude, Moses Concas e Rossella Brescia. Serena Autieri sarà protagonista di un momento che gli organizzatori preferiscono non anticipare.
Una delle immagini più spettacolari della serata sarà affidata ai Rockin’1000. A Taranto arriveranno circa 250 componenti della formazione, ai quali si aggiungeranno oltre cento musicisti reclutati attraverso una chiamata aperta agli artisti del Mediterraneo. Complessivamente saranno circa 350 i musicisti coinvolti.
Lo spettacolo, della durata prevista di circa due ore, alternerà musica, coreografie e momenti istituzionali. Tra questi, la consegna della bandiera dei Giochi al Kosovo, che ospiterà la prossima edizione della manifestazione, e la formula ufficiale che decreterà la conclusione di Taranto 2026. Potrebbero intervenire anche il presidente del Comitato organizzatore Massimo Ferrarese e il presidente del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Merez Boussayene, ma la scaletta definitiva è ancora al vaglio del cerimoniale.
Le prove allo Iacovone cominceranno subito dopo la finale del 31 agosto. La produzione entrerà nello stadio nella notte, mentre parte del lavoro coreografico e musicale è già in corso in altre location.
Conticello e Bonello tracciano intanto un bilancio molto positivo dell’esperienza tarantina. Per la cerimonia inaugurale furono mobilitate circa 350 persone, con un corpo di ballo di 70 elementi e prove svolte prevalentemente nelle ore notturne per evitare le temperature più alte.
Tra le immagini simbolo del 21 agosto resta l’“Atleta di Taranto”, la gigantesca scultura gonfiabile dipinta a mano, larga 15 metri e alta 11, ispirata ai resti conservati nel Museo archeologico. Una figura ricostruita artisticamente a partire dallo scheletro dell’antico atleta e diventata uno dei momenti più riconoscibili dell’intera cerimonia.
Ora lo Iacovone si prepara all’ultimo grande spettacolo. Non più l’apertura di una competizione, ma il saluto finale a migliaia di atleti e a dodici giorni di Giochi che hanno trasformato Taranto nella capitale sportiva del Mediterraneo.