Lecce-Banda, è scontro legale: tre azioni contro il calciatore e il club libico


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La vicenda tra il Lecce e Lameck Banda si sposta definitivamente sul terreno legale. La società giallorossa ha comunicato di aver avviato, attraverso i propri legali, tre distinti procedimenti a tutela dei propri diritti e interessi nei confronti dell’attaccante zambiano e dell’Al-Swehly Sports Club, la società libica alla quale il calciatore si è legato.

Il primo fronte riguarda il Tribunale della Fifa. Il Lecce chiede che venga accertata l’illegittimità del recesso unilaterale esercitato da Banda e che venga riconosciuta anche la responsabilità del club libico, accusato di aver avuto un ruolo nella decisione del giocatore di interrompere il rapporto contrattuale con la società salentina.

Il club giallorosso ha inoltre chiesto il risarcimento dei danni già subiti e di quelli che potrebbero derivare dalla vicenda, oltre all’applicazione delle sanzioni disciplinari previste dalla normativa Fifa nei confronti sia del calciatore sia dell’Al-Swehly.

La seconda iniziativa riguarda invece l’utilizzo non autorizzato delle immagini di Banda. Il Lecce fa riferimento a un video pubblicato il 21 agosto sui canali social del club libico, nel quale sarebbero state inserite immagini del calciatore durante alcune azioni di gioco della scorsa stagione. Secondo la società salentina, l’Al-Swehly non avrebbe avuto i diritti necessari per utilizzare quel materiale.

Il terzo procedimento è stato avviato davanti al Collegio Arbitrale previsto dall’Accordo Collettivo tra Figc, Lega Serie A e Associazione Italiana Calciatori. In questo caso il Lecce contesta a Banda il mancato rispetto degli obblighi contrattuali e chiede che venga formalmente riconosciuto l’inadempimento del giocatore.

Un eventuale accoglimento della richiesta consentirebbe al club di interrompere, con decorrenza dallo scorso luglio, il pagamento degli stipendi al calciatore e di applicare le ulteriori sanzioni economiche previste dall’Accordo Collettivo.

La rottura tra Banda e il Lecce entra così in una nuova fase, con una controversia destinata ora a svilupparsi contemporaneamente davanti agli organismi della Fifa e della giustizia sportiva italiana.