Drammatico epilogo all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto per una gravidanza giunta quasi al termine. Un neonato è morto nonostante un intervento chirurgico d’urgenza disposto dai sanitari.
La madre, una ragazza tarantina di 19 anni alla sua prima gravidanza, si era presentata nelle prime ore del mattino al pronto soccorso lamentando un persistente stato di malessere, in particolare un forte dolore alla testa. L’accesso in ospedale ha fatto scattare immediatamente i controlli clinici, che hanno indotto l’équipe medica ad approfondire il quadro ostetrico.
Con il progressivo aggravarsi delle condizioni e l’evidenza di una situazione critica, i medici hanno tentato un estremo intervento con parto cesareo d’urgenza, che tuttavia non ha permesso di salvare il bambino. I familiari della giovane donna hanno deciso di presentare denuncia.
La vicenda è ora al vaglio della magistratura. Il pubblico ministero Francesca Colaci ha disposto l’invio dei carabinieri nella struttura sanitaria per l’acquisizione della documentazione clinica e dovrà stabilire se procedere con l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso o se l’evento sia riconducibile a un decorso improvviso e non prevedibile.
In una nota, l’Asl di Taranto, tramite il commissario straordinario Vito Gregorio Colacicco, ha espresso «cordoglio e le più sentite condoglianze alla famiglia». L’azienda sanitaria ha ricostruito l’accaduto spiegando che «in data 30 dicembre 2025 la donna, 19 anni, alla 36ª settimana di gestazione, è giunta al pronto soccorso ostetrico per il persistere di cefalea e malessere da alcuni giorni».
«Gli accertamenti – precisa l’Asl – hanno evidenziato una condizione di ipertensione arteriosa non nota, riconducibile a una preeclampsia severa, trattata farmacologicamente secondo protocollo, mentre il monitoraggio fetale iniziale non mostrava segni di immediato pericolo».
«Nel corso dell’osservazione clinica – conclude la nota – si è verificato un distacco massivo di placenta con ipossia acuta fetale intrauterina che, nonostante la tempestività dell’intervento chirurgico d’emergenza e delle manovre di rianimazione neonatale, non ha consentito di evitare il decesso».
Il neonato, di sesso maschile, pesava 2.530 grammi.