Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato alla Camera durante il question time che il percorso per la cessione dell’ex Ilva si è complicato notevolmente a causa della recente decisione del Tribunale di Milano.
Urso ha spiegato che il governo ha dato mandato ai commissari straordinari di provare a concludere la trattativa entro tre settimane, se possibile. Fin dall’inizio, tuttavia, sono state fissate tre condizioni fondamentali: la sostenibilità del piano industriale, la disponibilità immediata delle aree non più necessarie alla produzione siderurgica per avviare nuove iniziative industriali e, soprattutto, la presenza di una partnership con operatori industriali del settore dell’acciaio.
Secondo quanto riferito dal ministro, il titolare del fondo Flacks Group avrebbe comunicato ai commissari — come riportato anche dalla stampa — che eventuali ulteriori impegni restano subordinati a un’analisi approfondita delle conseguenze del decreto emesso dal tribunale milanese. Il provvedimento, infatti, vieta l’utilizzo degli altoforni a partire dal mese di agosto.
La sentenza, ha sottolineato Urso, cambia radicalmente il quadro. Non è ancora chiaro se e come sarà possibile adeguare l’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) alle nuove condizioni stabilite dal tribunale per evitare la chiusura dell’area a caldo. Inoltre, proprio a causa di questo nuovo scenario, al momento non è possibile erogare le risorse previste dal prestito-ponte destinato alla società.