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Sandro Trane rinviato a giudizio: accuse di minacce, peculato e false attestazioni

Sarà il processo a stabilire se Sandro Trane, ex responsabile della Brindisi Multiservizi, abbia effettivamente commesso i reati di minacce, peculato e false attestazioni. Il 56enne brindisino è stato rinviato a giudizio il 17 marzo 2026 dalla giudice Barbara Nestore del tribunale di Brindisi. L’accusa è scaturita da un episodio avvenuto il 10 luglio 2024, quando, durante una riunione tra dipendenti Bms e capigruppo, Trane avrebbe inviato dei messaggi vocali minatori nei confronti del consigliere comunale Pasquale Luperti, che in quella sede chiedeva lo scioglimento della società per inefficienza. Luperti ha denunciato pubblicamente l’accaduto, definendo le minacce ricevute come di stampo “mafioso”.

Oltre all’accusa di minacce, Trane è anche accusato di aver utilizzato a fini personali due auto aziendali, approfittando della sua posizione, per fare acquisti personali come la spesa al supermercato. Questa condotta gli è contestata come peculato. Un ulteriore capo di imputazione riguarda le false attestazioni: Trane, secondo l’accusa, avrebbe fatto risultare la sua presenza in servizio, pur essendo assente per motivi privati, utilizzando le auto aziendali. La difesa di Trane è affidata all’avvocato Massimo Protopapa.

La prima udienza del processo si terrà il 23 ottobre 2026, con il tribunale di Brindisi chiamato a giudicare il caso in composizione collegiale. Luperti, assistito dall’avvocato Laura Beltrami, si è costituito parte civile nel procedimento.