Nuovo colpo alle organizzazioni criminali del Barese. Sono 11 le persone arrestate e 3 quelle sottoposte a fermo nell’ambito delle indagini sugli omicidi di Lello Capriati, ucciso a Bari il 1° aprile 2024, e di Filippo Scavo, 43enne assassinato il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie.
L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e condotta congiuntamente da carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza, ha colpito presunti esponenti dei clan rivali Strisciuglio e Capriati, ritenuti coinvolti nella recente escalation di violenza tra Bari e il nord della provincia.
Tra i destinatari delle misure figura anche Dylan Capriati, 22 anni, nipote di Lello Capriati. Il giovane è stato fermato con l’accusa di essere coinvolto nell’omicidio di Filippo Scavo ed è attualmente detenuto in carcere. Insieme a lui, altri due uomini sono stati fermati per lo stesso delitto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Scavo fu ucciso a colpi di pistola all’interno del Divine Club, durante una serata affollata per l’apertura della stagione estiva. L’agguato, avvenuto tra la folla, aveva destato forte allarme sociale per la sua modalità e per il contesto pubblico in cui si è consumato.
Nel corso dell’operazione sono state eseguite numerose perquisizioni e sequestri, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori elementi utili alle indagini e contrastare la disponibilità di armi e risorse economiche riconducibili ai gruppi criminali.
Gli inquirenti ritengono che i due omicidi siano collegati alle dinamiche di contrapposizione tra i clan baresi, in un quadro di tensione che negli ultimi mesi ha riportato l’attenzione sulla presenza e sull’attività delle organizzazioni mafiose nel territorio.
Le indagini proseguono per chiarire pienamente ruoli, responsabilità e possibili ulteriori collegamenti tra gli episodi di sangue.