A un mese dall’omicidio di Dino Carta, Foggia si è stretta attorno alla famiglia del personal trainer 42enne ucciso la sera del 13 aprile con quattro colpi di pistola in via Caracciolo, a pochi metri dalla sua abitazione. La chiesa di San Francesco Saverio, dove Carta svolgeva attività di volontariato e servizio come ministrante, era gremita in occasione della messa di trigesimo.
Presenti familiari, amici, colleghi, parrocchiani e la sindaca della città. Durante l’omelia, don Giulio ha ricordato il forte legame umano e comunitario costruito da Carta nel corso degli anni: “Ovunque egli si trovasse donava il suo tempo e attorno a lui si creava comunità”.
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Foggia. Gli investigatori attendono gli esiti della consulenza fonica effettuata su una registrazione audio nella quale si sentirebbero alcune voci, tra cui una che potrebbe appartenere alla vittima.
Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e gli esami balistici condotti dai carabinieri del Ris sul caricatore della pistola, ritenuto compatibile con l’arma del delitto e probabilmente perso dal killer durante la fuga. Gli inquirenti stanno inoltre cercando di identificare una persona incappucciata, ripresa mentre si allontanava dal luogo dell’omicidio a bordo di una bici elettrica attraversando alcune strade adiacenti.