È arrivata la conferma che la famiglia attendeva da mesi: il corpo recuperato il 2 luglio scorso sulle coste della Libia appartiene a Mimmo Piepoli, il 39enne di Erchie scomparso il primo maggio durante un’uscita in mare a Porto Cesareo.
L’identificazione è stata possibile grazie agli esami di comparazione del Dna, che hanno dato un nome al corpo ritrovato nelle acque di Daryana, nella Libia orientale, nei pressi di Bengasi. Già nei giorni successivi al ritrovamento erano emersi elementi compatibili con la vicenda del kitesurfer pugliese: accanto al corpo erano stati rinvenuti una muta e una tavola simili a quelle utilizzate da Piepoli.
La certezza è arrivata soltanto dopo gli accertamenti scientifici, mettendo fine a mesi di attesa e speranze per la moglie Carla, i familiari, gli amici e l’intera comunità di Erchie, che aveva seguito con apprensione le ricerche.
A comunicare ufficialmente l’esito degli esami è stato il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti: «Con profonda commozione comunico che sono giunti i risultati dell’esame del Dna sul corpo ritrovato lo scorso 2 luglio sulle coste libiche: si tratta del nostro concittadino Mimmo Piepoli, scomparso in mare il 1° maggio scorso».
Ora si attiveranno le procedure per il rimpatrio della salma, coordinate dal consolato italiano a Tripoli. Il primo cittadino ha espresso vicinanza alla famiglia e ringraziato tutte le autorità impegnate nelle operazioni di ricerca e negli accertamenti che hanno portato all’identificazione.