La riapertura dello scalo “Arlotta” di Grottaglie ai voli civili torna al centro del dibattito politico pugliese. L’aeroporto tarantino, oggi utilizzato prevalentemente per attività industriali, sperimentali e aerospaziali, viene indicato da diversi rappresentanti del territorio come una possibile infrastruttura strategica per lo sviluppo turistico ed economico dell’area ionica.
A riaccendere la discussione è stato il confronto sulla possibilità di attivare collegamenti passeggeri, con l’associazione Taras Futura che ha puntato l’attenzione sulle responsabilità istituzionali e sulla necessità di una scelta politica chiara. Secondo il coordinatore Nicola Russo, il principale ostacolo sarebbe rappresentato dall’attuale strategia regionale sul sistema aeroportuale pugliese.
Il tema arriva in una fase particolarmente delicata per Taranto, chiamata nei prossimi mesi a una forte esposizione internazionale grazie ai Giochi del Mediterraneo 2026. L’assenza di un aeroporto civile pienamente operativo viene considerata da molti operatori economici un limite per attrarre visitatori, investitori e nuovi flussi turistici.
L’aeroporto di Grottaglie possiede caratteristiche tecniche importanti, a partire dalla lunghezza della pista e dalla posizione geografica centrale rispetto all’arco ionico. Negli anni è diventato un polo di riferimento per il settore aerospaziale, con attività legate alla ricerca e alla produzione industriale, ma resta aperto il confronto sul suo possibile utilizzo anche per il trasporto passeggeri.
La Regione Puglia ha più volte ribadito la necessità di ragionare su una rete aeroportuale integrata, evitando sovrapposizioni tra gli scali già operativi di Bari e Brindisi. I sostenitori della riapertura civile, però, sottolineano che Taranto rappresenta un territorio con esigenze specifiche e con un potenziale turistico ancora in parte inespresso.
La partita resta quindi politica e strategica: da una parte la necessità di ottimizzare le infrastrutture esistenti, dall’altra la richiesta del territorio ionico di avere un collegamento diretto con i mercati nazionali e internazionali.