Non soltanto bagnini e lavoro stagionale. L’inchiesta della Guardia di finanza sul Gruppo Ideazione di Bari si allarga alle altre attività della società e punta a verificare se il presunto sistema di retribuzioni fittizie e restituzioni in contanti fosse utilizzato durante tutto l’anno.
L’indagine era partita dalle testimonianze di lavoratori impiegati nei servizi di salvamento. Secondo l’accusa, alcuni dipendenti formalmente ricevevano una paga conforme ai contratti, ma sarebbero poi stati costretti a restituire in contanti parte delle somme, arrivando in alcuni casi a percepire effettivamente tra 2 e 5 euro l’ora.
Undici bagnini hanno raccontato agli investigatori il meccanismo. L’inchiesta ha portato al sequestro della società e all’interdizione per dodici mesi dall’attività imprenditoriale dell’amministratore Christian Calabrese. Sono indagate altre persone alle quali la Procura attribuisce ruoli nel reclutamento dei lavoratori, nella gestione di una contabilità parallela e nella predisposizione della documentazione.
Ora gli accertamenti non si limitano ai servizi balneari. La Finanza sta passando al setaccio le altre attività del gruppo, che ha operato anche nell’organizzazione di eventi e in servizi affidati da enti pubblici.
L’ipotesi da verificare è che la pratica contestata agli indagati non fosse circoscritta all’estate. Si tratta ancora di accuse nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere sottoposte al contraddittorio della difesa. Ma l’ampliamento degli accertamenti cambia la dimensione dell’inchiesta: da singoli rapporti di lavoro stagionale a un possibile modello organizzativo più esteso.