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Ex Ilva, spuntano i cechi: quarta offerta per gli impianti di Taranto

C’è un quarto soggetto interessato alla partita per il futuro dell’ex Ilva. È CE Industries, holding industriale con sede a Praga che opera nei settori ferroviario, energetico e del riciclo e che ha maturato anche esperienze nel comparto siderurgico.

L’ingresso del gruppo ceco è stato anticipato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante il Meeting di Rimini. CE Industries si aggiunge al colosso indiano Jindal, al fondo statunitense Flacks Group e alla cordata italiana composta da operatori del settore siderurgico.

La partita, tuttavia, è molto più complicata di una normale procedura di vendita. Sullo stabilimento di Taranto incombe infatti la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha ordinato la sospensione dell’area a caldo entro la fine di ottobre. La questione riguarda la presenza di amianto negli impianti e le condizioni necessarie per una eventuale prosecuzione produttiva.

CE Industries ha già avuto un ruolo nell’operazione relativa alla Liberty Ostrava, acciaieria ceca entrata in una profonda crisi. Il gruppo è presente in numerosi Paesi dell’Europa centrale e meridionale.

Restano da definire portata e caratteristiche della proposta. Secondo alcune ricostruzioni, l’interesse riguarderebbe soprattutto l’area a freddo, cioè gli impianti di laminazione, mentre la prospettiva di mantenere in funzione l’intero ciclo integrato resta fortemente condizionata dalla vicenda giudiziaria.

In gioco non c’è soltanto il futuro industriale dello stabilimento, ma migliaia di posti di lavoro diretti e dell’indotto e l’intero equilibrio economico dell’area tarantina.