Quarantaquattro lavoratori della Brovedani di Modugno sono alle prese con un futuro sempre più incerto dopo che l’azienda ha comunicato di non avere più produzione da assegnare allo stabilimento barese.
La proprietà, intervenuta al tavolo sull’occupazione convocato dalla Regione Puglia, ha spiegato che l’unico committente, Hitachi, non avrebbe più necessità della produzione realizzata a Modugno e che gli investimenti saranno concentrati sul sito di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone.
Alla base della crisi, secondo l’azienda, ci sarebbero anche la concorrenza cinese, le difficoltà dell’automotive europeo e l’aumento del costo delle materie prime.
I lavoratori si sono riuniti dalle prime ore dell’alba davanti ai cancelli dello stabilimento insieme a Fiom Cgil e Fim Cisl. «Anche se l’azienda non ha parlato apertamente di licenziamenti, il rischio c’è», afferma il segretario provinciale della Fiom Cgil Paolo Villasmunta, secondo cui la chiusura rappresenterebbe un duro colpo per l’intera area industriale barese e per un settore storicamente importante per il territorio.
Domani la vertenza approderà al tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy. I sindacati chiederanno l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per mantenere aperto il sito almeno per un altro anno, anche in vista della scadenza del contratto di solidarietà fissata al 3 ottobre.
L’obiettivo è guadagnare tempo per individuare una soluzione industriale o un eventuale nuovo acquirente e salvaguardare i 44 posti di lavoro. Al presidio sono attesi anche l’assessore regionale al Lavoro Eugenio Di Sciascio e il presidente del comitato Sepac Leo Caroli.