Resta altissima la tensione a Taranto sulla vertenza ex Ilva. Dopo una giornata di sciopero e proteste, con i lavoratori dell’indotto scesi in strada e il blocco temporaneo anche del Ponte Girevole, i sindacati attendono ora il nuovo confronto con il Governo. In serata è arrivata la convocazione a Palazzo Chigi per mercoledì 16 settembre alle 10, dove sarà affrontato il futuro dello stabilimento e delle aziende dell’appalto.
La mobilitazione è esplosa dopo la conferma dello stop all’area a caldo e la ripartenza delle procedure di licenziamento annunciate da alcune imprese dell’indotto. Si parla di circa 2.500 posti direttamente a rischio. Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono misure straordinarie e lo stop immediato ai licenziamenti, avvertendo che la protesta potrebbe proseguire in assenza di risposte.
Nel corso della giornata i lavoratori hanno bloccato la provinciale per Statte, raggiunto il centro cittadino e manifestato davanti al Municipio. I blocchi sono stati successivamente rimossi dopo un confronto con il sindaco Piero Bitetti, che ha chiesto alle istituzioni nazionali di non lasciare sola Taranto. Sullo sfondo resta la decisione della magistratura che prevede la fermata dell’area a caldo entro la fine di ottobre.