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Call center, 670 esuberi annunciati da Konecta: oggi il confronto decisivo per la Puglia

Cresce la preoccupazione tra i lavoratori pugliesi di Konecta, il gruppo attivo nel settore dei contact center che ha comunicato a livello nazionale un’eccedenza pari a 670 unità equivalenti a tempo pieno. Si tratta di 600 posizioni operative e 70 nelle funzioni indirette e di staff. Il numero non corrisponde necessariamente a 670 singole persone, perché viene calcolato in Fte, il parametro che traduce anche i rapporti part-time in equivalenti a tempo pieno. La Puglia è particolarmente esposta: nella regione Konecta occupa circa un migliaio di lavoratori diretti, con la presenza maggiore nel Salento.

Circa 850 addetti lavorano nelle sedi leccesi, mentre altri sono distribuiti tra Molfetta, Bitritto e Taranto. La quota di esuberi destinata a ricadere sui siti pugliesi non è stata ancora comunicata. Un primo chiarimento è atteso dal confronto tra azienda e organizzazioni sindacali in programma oggi alle 14.30. Sullo sfondo c’è la crisi strutturale dei contact center: diminuiscono le telefonate degli utenti, aumentano app e servizi automatici e cresce il peso dell’intelligenza artificiale. I sindacati chiedono regole nazionali per evitare che l’innovazione tecnologica si traduca esclusivamente in tagli occupazionali.