Asl, altre ombre: imputati due ex dirigenti per truffa e corruzione. Tutti i retroscena

L’ex direttore amministrativo della Asl di Brindisi, il barese Giovanni Giannoccaro, e l’ex direttore amministrativo dell’ospedale Perrino, il mesagnese Angelo Campana, sono tra i nove imputati di un procedimento penale che ipotizza reati che vanno dalla corruzione alla truffa e nel quale sono coinvolti anche imprenditori, titolari di case di riposo e di onlus delle province di Brindisi e Lecce.
L’inchiesta è stata condotta dalla Squadra mobile ed è nata da un’altra indagine, scattata dopo l’attentato incendiario ai danni del dirigente del settore Affari Legali della Asl di Brindisi, al quale l’8 gennaio 2016 qualcuno bruciò l’auto. Gli autori di quell’atto non furono mai identificati ma le intercettazioni telefoniche effettuate su disposizione della Procura portarono alla luce una serie di strani intrecci, che secondo gli inquirenti sarebbero illegali, tra alcuni dirigenti della Asl e aziende locali.
L’udienza preliminare, durante la quale verranno esaminate le richieste di rinvio a giudizio formalizzate dal pm Pierpaolo Montinaro, è stata fissata dal gup Vittorio Testi per il 25 giugno prossimo.
Oltre a Giannoccaro e Campana sono imputati l’imprenditore fasanese Nicola Carparelli, insieme a un tecnico della sua ditta, il brindisino Luigi Galasso; i due legali rappresentanti dell’Altea Srl che gestisce la casa di riposo “Villa dell’Armonia”, Angelo Rampino e Aniello Miglietta, entrambi di Trepuzzi; i mesagnesi Rodolfo Tocci e Ugo Alessandro Calò, legali rappresentanti dell’associazione di volontariato Protezione civile “Croce amica Mesagne”; Marica Russo, mesagnese, rappresentante legale della “Vita Nuova Onlus”. Sono imputate anche, con personalità giuridica, sia l’associazione “Croce amica” che la “Vita Nuova Onlus”.
L’ipotesi di corruzione
L’ex direttore amministrativo della Asl, Giovanni Giannoccaro, è accusato di corruzione per «atto contrario ai doveri d’ufficio», in concorso con l’imprenditore Carparelli e con il tecnico di quest’ultimo, Galasso. Secondo quanto appurato dagli inquirenti, alla fine del 2016, Giannoccaro avrebbe esercitato pressioni presso l’ufficio “Area risorse finanziarie” della Asl di Brindisi affinché venisse liquidato in anticipo rispetto ai tempi previsti, in favore della “Carparelli Costruzioni srl” il pagamento dello stato di avanzamento lavori effettuati presso l’Utic dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana, fattura di circa 315 mila euro effettivamente liquidata. L’interessamento di Giannoccaro, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato ricompensato con lavori di ristrutturazione effettuati gratuitamente presso un immobile di proprietà della compagna di Giannoccaro, situato a Brindisi, e nel quale l’allora direttore amministrativo della Asl viveva. Lavori effettuati dalla Carparelli attraverso altre ditte per un costo di circa 13 mila euro.
L’ipotesi di truffa
L’ex direttore amministrativo dell’ospedale Perrino, Angelo Campana, è coinvolto in tre diversi casi in cui viene ipotizzato a suo carico il reato di truffa. Nel primo è imputato insieme ad Angelo Rampino e Aniello Miglietta, in tempi diversi legali rappresentanti della “Altea srl” che gestisce la residenza sanitaria assistenziale “Villa dell’armonia” di Novoli. Campana avrebbe redatto una proposta di delibera, ideologicamente falsa, poi adottata dalla Asl, con la quale veniva attestata l’esistenza dei presupposti di legge per liquidare a “Villa dell’armonia” oltre 185 mila euro per l’inserimento di otto pazienti.
Nel secondo caso la truffa sarebbe stata compiuta da Campana con la complicità di Tocci e Calò, il primo legale rappresentante della onlus “Croce amica Mesagne” sino al 2016 e il secondo tuttora in carica. Prima Tocci e poi Calò avrebbero ottenuto dalla Asl il pagamento di fatture per servizio di trasporto sangue ed encefali invece che per trasporto secondario (infermi). Le fatture sarebbero state liquidate per un importo complessivo di oltre 18mila euro, prima dalla Asl su proposta di Campana e poi dallo stesso Campana con determine. Secondo gli inquirenti, in realtà, gli importi non erano dovuti in quanto non rientranti nell’oggetto delle delibere della Asl che autorizzavano la spesa solo per il trasporto di infermi. Oltretutto gli importi sarebbero stati maggiorati del 50%, applicando la tariffa prevista per il trasporto con ambulanza, mentre esso era avvenuta con auto medica.
Nel terzo episodio Campana avrebbe commesso la truffa con Marica Russo e con lo stesso Ugo Calò, la prima rappresentante legale dell’associazione volontariato Protezione civile “Vita Nuova Onlus” di Mesagne, il secondo come gestore di fatto della stessa onlus. Il meccanismo sarebbe stato lo stesso: il pagamento di fatture per il trasporto di sangue ed encefali invece che di infermi e maggiorazione del 50% per l’uso (mai avvenuto) dell’ambulanza. Le fatture ammontano a oltre 37 mila euro per un ingiusto profitto di oltre 18 mila.
Le indagini della squadra mobile, iniziate alla fine del 2017, sono supportate da informative dei carabinieri del Nas di Taranto, da tabulati telefonici e operazioni di intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel corso dell’udienza preliminare è probabile la richiesta di costituzione parte civile da parte della Asl di Brindisi.