Primo di nome e di fatto: un riccio simbolo della riapertura del Centro Faunistico

Da alcune settimane si è finalmente riaperto il Centro Recupero Fauna Selvatica in difficoltà della Provincia di Brindisi, che si occupa di fornire un servizio di ricovero della fauna selvatica omeoterma, vale a dire uccelli e mammiferi, ferita, fratturata o intossicata, prestando le cure alimentari, igieniche e di assistenza veterinaria, con relativa degenza, riabilitazione, il tutto finalizzato al rilascio in natura dell’animale, una volta ristabilitosi.
Per dirla in breve si tratta di un servizio pubblico a cui tutti quanti, dai vigili urbani dei vari comuni dell’ambito territoriale, le ASL, i Vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto, le Forze dell’Ordine ma, molto spesso, anche i semplici cittadini che incappano in un animale selvatico ferito si possono e devono rivolgere per far si che lo stesso possa ricevere, con tempestività e professionalità, le cure adeguate ed un ricovero sicuro per essere pronto quanto prima al ritorno in libertà.
Neanche il tempo di riaprire che già le “chiamate di soccorso” sono state tante ed i primi animali in difficoltà sono stati presi in cura, accuditi amorevolmente e con professionalità, hanno ricevuto le cure veterinarie necessarie e, alcuni di essi, sono stati già rilasciati, liberi e felici, in natura.
Sia a titolo personale che come operatore dell’informazione particolarmente sensibile alle vicende che interessano gli aspetti naturalistici del nostro territorio e la fauna selvatica, ho seguito molto da vicino la vicenda quasi kafkiana che ha tenuto chiuso per quasi due anni ed ostaggio della burocrazia il Centro Faunistico della Provincia di Brindisi che, per 16 anni, dal 2001 al 2017, è stato uno dei più attivi ed efficienti dell’intero territorio nazionale, prestando soccorso a circa 4.000 uccelli e mammiferi selvatici, spesso appartenenti a specie rare e protette, e che ha rischiato seriamente di non poter più riaprire.
Coordinatrice e Responsabile di questo centro è la dott.ssa Paola Pino d’Astore, che ci accompagna spesso nelle nostre passeggiate naturalistiche, compiute anche a beneficio dei lettori che hanno cari questi temi ed a cui già da mesi avevo strappato la promessa, quasi una scommessa, che mi avrebbe fatto assistere al rilascio del primo animale preso in cura dopo la auspicata riapertura del “nostro, brindisino” Centro Faunistico.
Ogni promessa è debito ed il debito è stato pagato e così quando il primo ospite del Centro Faunistico, un Riccio – che proprio per questo è stato “battezzato” col nome di “Primo” dal veterinario che lo ha soccorso e curato, dopo aver subito, presumibilmente, l’aggressione di un cane che lo aveva morso e tentato di masticare (riportando presumibilmente anche lui ferite non indifferenti al cavo orale!). Una volta suturate le ferite e ristabilitosi, dopo alcune settimane di degenza ed ultimo controllo veterinario, per il Riccio è arrivato finalmente il momento del rilascio in natura e quindi Paola mi ha avvisato.
“Primo” era racchiuso in una scatola adeguatamente traforata e che stesse finalmente bene lo si capiva dal rumore del suo zampettio vivace mentre, in auto, percorrevamo la litoranea sud in direzione del Bosco di Cerano, luogo ritenuto tranquillo ed idoneo per la nuova vita cui questo animaletto era destinato e che non avrebbe mai potuto avere se il suo destino non si fosse incrociato con quello del personale del Centro Faunistico Provinciale.
Lasciata l’auto a nord del bosco, proprio laddove sono ancora visibili le vestigia dell’antico tracciato della via Traiano Calabra che, ai tempi dell’impero romano, collegava Brindisi a Valesium, abbiamo percorso a piedi qualche centinaio di metri per giungere in una zona più impervia e, quindi, non frequentata dall’uomo, e ci siamo addentrati nella vegetazione e, dopo aver attraversato un piccolo ruscelletto, ci siamo fermati in una piccolissima radura dove, lentamente, Paola ha aperto la scatola facendo respirare al Riccio, a pieni polmoni, la salubre aria del bosco.
L’eccitazione dell’animaletto, dopo circa tre settimane di forzata degenza, era palpabile ed è stato emozionante e coinvolgente assistere alla sua successiva e definitiva liberazione.
Per accompagnarlo sul terreno sono stati usati dei guanti, necessari non tanto e non solo per evitare il contatto con i suoi aculei, quanto per evitare che l’odore dell’uomo possa in qualche modo disturbarlo nei rapporti olfattivi con i suoi simili, cosa da evitare sempre quando si ha a che fare con mammiferi selvatici.
Con grande esperienza e maestria l’animale, una volta tirato fuori dalla scatola, non viene poggiato per terra ma, lasciato sui palmi delle mani guantate si aspetta che sia lo stesso a prendere coraggio e poggiare finalmente le sue zampette sullo strato morbido del sottobosco. Quasi stranito si guarda un pò attorno, quasi timoroso che possa nuovamente essere afferrato e portato via ma, una volta preso coraggio sceglie la direzione da seguire e cammina a passo sempre più veloce dove la vegetazione comincia a farsi più fitta e, all’improvviso, vira velocemente a destra e sparisce dal nostro sguardo commosso verso la sua nuova vita!
Ripresa la strada del ritorno incrociamo, nei pressi di un campo appena arato, un folto gruppo di falchi Grillai che approfittando della terra rimossa vanno a caccia di grossi vermi ed insetti mentre, giunti all’altezza del canile comunale assistiamo per qualche secondo alla virata di un piccolo stormo di uccelli acquatici troppo veloci per essere identificati con certezza anche da un occhio esperto come è quello della dott.ssa Paola Pino d’Astore: non a caso stiamo costeggiando il Parco Naturale Regionale delle Saline di Punta della Contessa.
Ed è a lei che rivolgiamo qualche domanda sulla riapertura del Centro Faunistico e sui primi animali accolti per essere curati
Paola, dopo quasi due anni di interruzione è finalmente ripreso il lavoro, direi meglio la missione del Centro Recupero Fauna Selvatica in difficoltà della Provincia di Brindisi, di cui sei la coordinatrice e responsabile dal 2001; so che è stata dura tenerti lontano dagli animali selvatici, bisognosi di cure, per tutto questo tempo, ma ora finalmente avete ripreso. Come hai vissuto questo periodo in cui hai potuto sperimentare la vicinanza di tanta gente ed associazioni e che sensazioni hai provato a riprendere il tuo abituale lavoro?
“La Provincia di Brindisi nel 2001 istituì, con grande merito a livello nazionale e a norma di legge, il Centro per la fauna selvatica rinvenuta in difficoltà, finanziandolo interamente con fondi del bilancio provinciale. A seguito della Legge Delrio del 2014 sul riordino delle Province, il mancato arrivo di fondi statali per trasferimento di competenze (compresa questa) alla Regione comportò, dall’aprile 2017, la sospensione dell’attività del Centro Fauna.
La Lega Protezione Animali di Brindisi ed il WWF di Brindisi, sin dal 2015, cominciarono ad inviare istanze alla Regione Puglia per scongiurare l’interruzione di questo servizio pubblico, utile, apprezzato e molto amato dalla cittadinanza.
Con il trascorrere del tempo si aggiunsero altre associazioni di tutela ambientale ed animale (OIPA, ENPA, ANPANA Onlus, Legambiente,ecc..) che qui, cogliendone l’occasione, ringrazio. Il Consigliere Regionale di Brindisi, Gianluca Bozzetti ed il Presidente della Provincia Domenico Tanzarella si adoperarono, ognuno per il suo ruolo e nelle rispettive sedi, a interloquire con gli uffici regionali competenti, fino ad arrivare al compimento di una intesa istituzionale tra la Regione Puglia e la Provincia con l’intervento dell’attuale Presidente, Riccardo Rossi. A seguito della delibera di giunta regionale del 30 gennaio 2019, finalmente il Centro Fauna può ripartire, in collaborazione e con il coordinamento del Centro Recupero Selvatici Regionale di Bitetto, parte integrante dell’Osservatorio Faunistico della Regione Puglia.
In tutto questo percorso, la sincera vicinanza ed il sostegno a vario titolo di tante persone, ha dimostrato che il Centro Fauna Selvatica è un servizio pubblico condiviso, che appartiene a tutti coloro che esprimono sensibilità, gentilezza e amore compassionevole verso le creature selvatiche, viventi nel nostro territorio. E tutto ciò mi riempie gli occhi ed il cuore di gratitudine. La ripresa del lavoro è empaticamente facilitata dalla disponibilità e dalla competenza dei colleghi della Santa Teresa S.p.A., società partecipata della Provincia di Brindisi, che ha in gestione il Centro Fauna dal 2007. La sede di Ostuni è ritornata a nuova vita, grazie all’impegno appassionato e professionale dell’operatore del Centro Fauna, Domenico Nistri”.
Ho avuto la fortuna ed il privilegio di accompagnarti nella liberazione del primo animale curato presso il Centro Faunistico dopo la sua riapertura, il Riccio europeo che nel racconto ho soprannominato “Primo” ed è stato emozionante: quali sono stati gli altri animali soccorsi in questi giorni e qualcuno di essi, ha una storia particolarmente curiosa?
“Con la migrazione primaverile in corso, sono arrivati Rondini e Rondoni che hanno subito un trauma delle ali o della testa, impattando su un ostacolo non visto. Un Assiolo, rapace notturno che ama molto le piante di pino anche in città, è stato trovato nel vano scala di un condominio, da cui non riusciva ad uscire e che grazie all’abilità dei Vigili del Fuoco, dopo un rapido controllo, è ritornato presto in libertà. Una Civetta che in una masseria, durante la sua attività di caccia notturna, si è trovata su una trappola per topi con il piumaggio imbrattato di colla e dalla quale è stata ripulita fino a farle riprendere il volo . Il riccio è stato molto fortunato. Le lesioni multiple da morso di un canide (volpe o cane) sono state abilmente ripulite e suturate dalle mani esperte del veterinario e a degenza ultimata è tornato ormai guarito nel suo ambiente naturale”.
Il Centro Faunistico si occupa solo di accoglienza e recupero di animali selvatici feriti o svolge anche altre attività?
“Il Centro Fauna Selvatica si occupa del recupero, cura, breve e media degenza, riabilitazione e rilascio in natura di esemplari di uccelli e mammiferi rinvenuti in difficoltà. Nell’ambito di queste azioni, ogni occasione è utile per svolgere attività di educazione naturalistica, rivolta al singolo bambino fino ad intere classi, a gruppi di adulti ed associazioni, attraverso visite guidate e lezioni frontali .
La collaborazione con il Centro Recupero Selvatici Regionale di Bitetto e con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari darà impulso a nuove attività, finalizzate all’approfondimento della conoscenza scientifica del nostro patrimonio faunistico ed ambientale”.
Come reporter avrei tante altre domande da rivolgere a Paola, ma a questo punto possono essere utili alcuni suggerimenti che ritroviamo nel sito web della Provincia di Brindisi e della Santa Teresa S.p.A. e nella pagina ufficiale facebook “Centro Fauna Selvatica in difficoltà della Provincia di Brindisi” sul comportamento da tenere in caso di rinvenimento di un animale selvatico ferito o in palese difficoltà, siano essi uccelli o mammiferi:
Avvicinamento e raccolta di esemplari di fauna selvatica: 1) Evitare movimenti bruschi; 2) Cautela in presenza di artigli e di becchi lunghi o robusti; 3) In caso di movimenti attivi dell’animale, usare un panno avvolgendolo senza comprimere ed indossare guanti idonei; 4) Non somministrare di propria iniziativa cibo, acqua e medicinali.
Trasferimento: Introdurre l’esemplare di uccello o di mammifero in una scatola di cartone con le seguenti caratteristiche: 1) deve essere sufficientemente forata sui lati, per garantire la giusta ventilazione; 2) leggermente più grande delle dimensioni dell’animale, per contenerlo senza causargli ulteriori danni. Se si tratta di un mammifero come Volpe, Tasso o Lepre, vigile e reattivo, è meglio usare preferibilmente un trasportino oppure un contenitore in legno o in metallo (gabbia); 3) trasferire l’esemplare recuperato presso il “Centro di prima accoglienza fauna selvatica in difficoltà”, in Contrada San Lorenzo di Ostuni, accanto all’Istituto Tecnico Agrario Statale “Pantanelli” (S.P.19), oppure presso la sede della Santa Teresa spa, in Brindisi alla via Ettore Ciciriello s.n. (ex caserma dei Vigili del Fuoco).
Prima di ogni azione è opportuno ricevere specifiche indicazioni contattando telefonicamente il Centro Fauna Selvatica della Provincia di Brindisi ai numeri 328.2847108 oppure 335.6780665; tramite WhatsApp al 335.6780665. Per ogni altra informazione, l’indirizzo mail è il seguente: centrofauna.brindisi@santateresaspa.it