Si festeggia San Pelino, per secoli patrono di Brindisi. E da secoli dimenticato

Oggi la chiesa cattolica festeggia San Pelino. Non tutti sanno che questo monaco basiliano, originario di Durazzo, vissuto 600 anni dopo Cristo è stato per secoli il patrono di Brindisi, insieme a San Leucio.

Pelino fu oppositore dell’eresia monotelita diffusasi a Bisanzio e per questo si trasferì a Brindisi dove divenne vescovo alla morte di procolo. La sua presenza al vertice della chiesa brindisina durò però poco perché, a causa della sua rottura con Costantinopoli, venne arrestato da funzionari dell’impero bizantino, deportato a Corfinio dove venne condannato a morte e martirizzato insieme ai suoi discepoli.

La sua canonizzazione fu seguita dal suo successore alla Curia di Brindisi, l’arcivescovo Ciprio. Nel 1771 gli fu dedicato nella cattedrale di Brindisi un altare ove è rappresentato il suo martirio in una tela.

San Pelino, quasi dimenticato nella tradizione brindisina al pari di San Leucio, è patrono della diocesi di Sulmona.