Intimità di coppia e i suoi ingredienti: settimana del benessere sessuale

Oggigiorno sembra essere più difficile la ricerca dell’anima gemella per instaurare una relazione amorosa solida nel tempo, come accadeva per le generazioni che ci hanno preceduto. Per quanto siano più numerose le occasioni di contatto rispetto al passato, anche attraverso il ricorso massiccio ai socials e ai siti d’incontro, sembra un miraggio riuscire a trovare una nuova coppia che resista nella relazione per più di qualche mese, nonostante l’indiscusso bisogno di ogni essere umano di esser amato e di amare.
I ritmi incalzanti e frenetici del quotidiano, che danno forse solo un po’ di respiro nel periodo feriale, hanno decisamente modificato le nostre abitudini e i nostri costumi, inducendo alla velocità e alla rarefazione dei rapporti sentimentali, a discapito della profondità e della stabilità nel tempo.
Già il sociologo Bauman, nel 2013, definì questo cambiamento comportamentale con i termini di “amore liquido”, per mettere in evidenza la fragilità che stava riscontrando nella qualità dei legami affettivi, meno chiari, definiti e “certi” del passato, sia nella forma relazionale (quella monogama esclusivista- quanto meno in teoria) oltre che nella sostanza.
Il senso del “sempre” e del “finché morte non ci separi” sta lasciando spazio agli incontri occasionali e liberi. Liberi da etichette, da vincoli, da progettualità e dalla voglia di costruire insieme.
Si può conciliare le nuove esigenze (imposte) dalla vita moderna con il bisogno di intimità, di profondità e di voglia di stare insieme?
La mia esperienza diretta sul campo, a stretto contatto con le persone e i loro bisogni profondi, mi ha permesso di individuare 5 ingredienti che permettono di conciliare queste varie esigenze, che aiutano a tener viva la freschezza del rapporto anche negli anni.
Forse qualcuno potrebbe considerali un po’ scontati e rasenti la retorica, ma sono gli unici aspetti che, in concreto, permettono di sfidare le tempeste e uscirne incolumi, anche a distanza di lustri.
1. Ascoltarsi e vedersi reciprocamente: il dialogo empatico è una componente imprescindibile dell’armonia e della comprensione.
Concedetevi almeno 15 minuti, una volta a settimana, uno spazio che vi permetta, in un posto piacevole e tranquillo, di comunicare al partner, a turno, in una sorta di monologo senza interruzione di circa 7 minuti, “come ti senti..” o ti sei sentita in quel momento specifico in cui avete discusso e vi siete alterati.
Parlate del bisogno (profondo) e delle vulnerabilità che sono emerse in quella situazione specifica di scontro.
Iniziare il dialogo, ad es. dicendo: “mi sento soffocare ogni volta che mi controlli tutti i messaggi che ricevo e mi fa sentire in prigione..” è diverso dal dire “tu sei una paranoide con la tua gelosia..”; “ogni volta che ritardi mi sento abbandonato e ho paura che ti sia successo qualcosa” è diverso dal dire “tu sei superficiale perchè ti dimentichi di avvertirmi quando sei in ritardo”.
Spostare la comunicazione sul piano del proprio sentire emotivo e distoglierla dalla formula accusatoria: ti alleggerisce? Ti piace? Immagino proprio di sì.
Questa modalità comunicativa aiuta il partner, che avrebbe commesso l’ipotetico errore, di rimanere in una posizione più recettiva, di apertura e di ascolto reale. Da qui nasce l’accoglienza delle paure dell’altro e la disponibilità ad andare oltre il disappunto.
Vi suggerisco di evitare frasi del tipo “tu non hai fatto..” o “tu sei stato così..” in quella situazione: ciò interrompe il ponte di intimità con la persona amata, stimolando solo la sua chiusura emotiva ed il suo arroccarsi su posizioni difficili da espugnare di lì a breve.
2. Conoscere le proprie difese caratteriali: sono quelle difese che si vengono a consolidare dai 5, 6 anni di vita in poi in ogni essere umano e che, da una parte, permettono al fanciullo di non sentire il dolore emotivo di alcuni “messaggi” amorevoli mancati in quella fascia di età, e che rendono difficile nell’adulto, poi, l’intimità con il proprio partner.
Le difese caratteriali sono correlate all’ansia di esser abbandonati (e preferiti ad altri) o all’ansia di esser invasi, nei propri spazi di autonomia, di pensiero o di azione quotidiani.
Riconoscere quali sono i propri meccanismi difensivi più frequenti, permette di prendersene cura e e di superarli da soli senza attribuire all’altro infondate responsabilità nel non sentirsi amati.
Quando scatta “il no automatico” alle proposte ricevute; “il trattarsi da oggetto e trattare l’altro come un oggetto”; l’avere difficoltà nel trovare la giusta distanza dal partner, salendo sulla giostra del “ora siam troppo vicini (soffoco) e ora siam troppo lontani (non ti sento più)”; il “soprastimarsi o il sottostimarsi”, non riuscendo a dare il vero valore di ciò che si è o si fa, e così via, è bene rendersi conto di aver perso la centratura e di esser frammentati. L’adulto viene irretito dal bisogno del proprio bambino interiore, che ha bisogno di esser rassicurato, nutrito con quegli stessi messaggi mancati nell’infanzia (come ad es.: ti amo così come sei; sei speciale per me; ti do il permesso di essere come me, meglio di me, meno di me; se cadrai ti aiuterò ad alzarti. Questi sono solo alcuni tra gli esempi più frequenti). Evita di pretenderli dal tuo partner. Lui e lei non sono vostro padre o vostra madre. Il messaggio mancante, che tranquillizza il bambino interiore, potete darvelo voi, anche da Adulto!
E’ sbagliato credere che, il compito dell’Altro, sia quello di “riempire i vuoti nel proprio nel cuore”, così come di attribuirgli il potere di “rendervi felici” o meno.
Questo ha un effetto devastante sulla qualità della relazione e della sessualità. Si innesca una lotta di potere, si crea uno sbilanciamento tra delusioni e disillusioni che induce ad allontanarsi emotivamente dall’altro.
3. Prevedere accordi specifici, ancor meglio se scritti, anche su “piccoli aspetti” del quotidiano o sul tipo di comportamento più utile che si vuole usare o si vuol far adottare in alcuni contesti. Mai dare nulla per scontato. Ciascuno di noi ha “teste diverse”, così come sono diverse le gestioni delle piccole incombenze quotidiane.
Ad es.: “decidere quanto tempo dedicare al tempo libero da trascorrere insieme e quanto a quello individuale, con gli amici o in hobbies; portare i panni sporchi nella cesta, piuttosto che spargerli in camera o in bagno..; quanto tempo dedicare alla frequentazione dei parenti delle famiglie d’origine; ecc..”, permette di trovare il giusto equilibrio tra il proprio spazio personale e quello dedicato al legame di coppia.
4. Avere progetti chiari e condivisi: per prima cosa, è necessario avere chiarezza interiore delle proprie aspirazioni personali e di ciò che si vuole realizzare nel proprio percorso di vita, dalle più piccole cose a quelle più grandi (crescite di carriera; ipotetici trasferimenti in altre città; avere o meno dei figli; chi si prenderà cura di essi e in quale percentuale; come spendere i soldi guadagnati individualmente e in che percentuale li si vorrà convogliare nella vita di coppia; quante ore della giornata si vorranno dedicare all’attività lavorativa; ecc.).
Solo successivamente, si può procedere alla condivisione reciproca, franca e a cuore aperto, di ciò che è importante individualmente, per rendersi comprensibili e visibili di fronte all’altro, senza maschere e sotterfugi.
Questa modalità, lontana da giochi manipolatori e sotterranei, aiuta a stimolare il supporto reciproco nella soddisfazione dei propri desideri. Facilita il confronto aperto e consente di valutare se il progetto di uno sia compatibile con quello dell’altro e può esser dall’altro supportato o meno.
5. Arricchire la sessualità: trovate lo spazio ed il tempo per coltivare il desiderio, la curiosità. Scambiatevi le fantasie erotiche più nascoste, anche le più trasgressive, che accendono il vostro corpo e che, per (sbagliata) educazione tenete per voi o al massimo confidate a qualche persona esterna.
Danno una ventata di freschezza alla complicità della coppia, terreno fertile per alimentare passione e erotismo tra di voi anche nel tempo.
Inventatevi dei “giochi di ruolo” o riprendete anche quelli più classici: uscire dal ruolo quotidiano di compagna, padre, moglie e marito è un toccasana per ritrovare quella sana leggerezza e quella giocosità pura, che ha caratterizzato i primi tempi della passione e dell’innamoramento.
Spesso, può essere necessaria una buona dose di coraggio per condividere con il partner i desideri erotici o sessuali più nascosti. Confrontatevi giocosamente su di essi, osate.
Mettetevi a nudo e privi di giudizio, per godervi il partner ed evitare che giochi con altre persone, ma escludendo voi…
Se non riuscite a mettere in pratica tutto questo, chiedete un Consulto, è gratuito:
Lunedì 5 a Brindisi, Martedì 6 nella formula on line e Mercoledì 7 Ottobre a Lecce: vi aiuterà ad uscire fuori dall’empasse e a rinfrescare l’intimità e la sessualità
Il tema L’intimità di Coppia ed i suoi ingredienti è l’oggetto del Seminario previsto in calendario Giovedì 8 ottobre, h. 17.00, che terremo a Palazzo Guerrieri a Brindisi con altri Professionisti del settore. Anche per il rispetto delle norme anti-covid, abbiamo previsto una diretta facebook per facilitare ad un numero maggiore l’ascolto degli argomenti che saranno approfonditi.
E, per chi vuole esplorare le Chiavi di accesso al Piacere e migliorare la propria curva orgasmica, abbiamo previsto per voi un Laboratorio corporeo-emotivo, che si terrà a Palazzo Guerrieri a Brindisi, Venerdì 9 Ottobre, h. 17.00 /20.00, per farvi un carico di energia ed affrontare anche l’autunno in modo più effervescente.
Tutti gli Appuntamenti previsti in calendario necessitano di prenotazione obbligatoria al tel. 329 44 86 226, nel rispetto delle norme previste sulla prevenzione del Covid

Dott.ssa Gabriella Gravili
Esperta di Dinamiche di Coppia
e Counseling Sessuologico