Matteo Farina a un passo dal cielo: depositati gli atti sul presunto miracolo

Ormai il più sembra essere fatto nella causa di beatificazione del Servo di Dio Matteo Farina – il ragazzo brindisino morto dieci anni addietro in fama di santità – e sta dando i suoi frutti il meticoloso lavoro svolto dalla postulatrice Francesca Consolini, che da circa tre anni si sta occupando della istruttoria di questo processo fin dalla fase diocesana, aperta dal S.E. l’Arcivescovo di Brindisi mons. Domenico Caliandro il 19 settembre 2016 nel corso di una suggestiva cerimonia tenutasi presso la Chiesa di Santa Maria del Casale (il quartiere in cui ha vissuto Matteo) e chiusasi il 24 aprile 2017 in Duomo, quando nell’occasione, giunsero in città centinaia di pellegrini a gremire non solo la Basilica Cattedrale ma anche la piazza antistante.
Il 26 aprile 2017 il corposo incartamento, contenente i documenti e le testimonianze raccolte durante la fase diocesana, viene trasmesso, in plichi sigillati con ceralacca, a Roma per far proseguire al processo il suo iter.
Il 12 luglio 2018 un’altra tappa importante nel cammino verso la beatificazione: si tratta del deposito della “Positio”, cioè volume che contiene lo studio sulla vita, l’esercizio delle virtù e la fama di santità di Matteo; si tratta di un testo molto importante in cui si analizza e si studia la figura di Matteo Farina nella sua interezza: come ha vissuto giorno per giorno la chiamata alla santità sulla base delle deposizioni processuali di quanti lo hanno conosciuto più da vicino e sono stati sentiti come testi nel Processo Informativo Diocesano, delle altre testimonianze raccolte dopo la sua morte, dei suoi scritti e della documentazione che riguarda la sua vita.
La “Positio” viene esaminata da una commissione di nove teologi della Congregazione delle Cause dei Santi e dai Cardinali e Vescovi per il riconoscimento dell’esercizio dell’eroicità delle virtù che, unitamente al riconoscimento di un miracolo attribuito all’intercessione del Servo di Dio, porta alla dichiarazione di beatificazione.
La notizia è che nei giorni scorsi, esattamente giovedi 28 marzo, la postulatrice d Francesca Consolini ha provveduto a depositare presso la Cancelleria della Congregazione delle Cause dei Santi gli atti relativi al miracolo che viene attribuito alla intercessione di Matteo Farina dopo che fra il 7 novembre 2018 ed il 21 marzo 2019 il Tribunale ecclesiastico della Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni ha raccolto una gran quantità di testimonianze e prove circa una situazione clinica molto grave, la cui risoluzione è attribuita all’intercessione di Matteo.
Secondo alcune indiscrezioni il miracolo che ora è al vaglio della Congregazione delle Cause dei Santi riguarda la inspiegabile guarigione di una bimba nata prematura ed il cui quadro clinico era disperato, data da tutti i medici per spacciata; il luminare della medicina che l’aveva in cura ha pregato chiedendo espressamente l’intercessione di Matteo Farina e, in breve periodo, la bimba non solo si è miracolosamente ripresa ma gode tuttora di ottima salute.
Tutta quanta questa documentazione riguardante la cosiddetta “Inchiesta Diocesana” sul miracolo, che ha riguardato non solo l’acquisizione di documentazione clinica ma anche le testimonianze rese sotto giuramento da medici, parenti e conoscenti della bimba “miracolata”, si trova adesso a Roma dove sarà studiata e vagliata da cinque medici e, se essi dichiarano di non saper spiegare scientificamente l’avvenimento, si comincerà a parlare di miracolo e, allora, il fatto avvenuto verrà valutato da ben 7 teologi, vescovi e cardinali. Solo una volta terminata positivamente questa fase il Sommo Pontefice potrà dichiarare Beato.
La dott.ssa Francesca Consolini, in una comunicazione pubblicata sul sito dedicato a Matteo Farina confida che quanto è stato presentato verrà riconosciuto valido dalle commissioni teologiche e mediche della Congregazione, il che vorrebbe dire che a breve Matteo potrà essere annoverato fra i beati. “A noi – prosegue la postulatrice – spetta il compito di pregare, perché lo Spirito Santo assista con la sua luce le persone preposte ad esprimere questo importante e delicato giudizio, che poi accetteremo con atteggiamento di fiducia e obbedienza verso la Chiesa. Nel frattempo continuiamo a far conoscere Matteo, a parlare di lui, a presentarlo ai nostro giovani come un amico che li aiuta ad arrivare a Gesù e a comprendere il senso vero della vita e dell’impegno di ogni giorno. Nei giorni scorsi papa Francesco a Loreto ha firmato l’esortazione post sinodale “Christus vivit”, pubblicata il 2 aprile, giorno della morte di S. Giovanni Paolo II, il papa che promosse le Giornate mondiali della Gioventù. Questa esortazione esce dopo il Sinodo dei Giovani, comincia con queste parole: “Vive Cristo nostra speranza” e si riallaccia alla lettera che il Papa aveva inviato ai giovani in preparazione al Sinodo, scrivendo:“Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro”. La lettura attenta di questo nuovo documento del Papa ci aiuterà a comprendere ancora di più quanto è bello avere un amico come Matteo che ha saputo cogliere l’essenziale della vita cristiana, l’ha vissuta nella gioia, nell’amicizia, nella essenzialità delle scelte, senza lasciarsi condizionare dalle mode, ma senza chiudersi alle sfide del mondo di oggi”.