«Sono delusa, 54 euro al mese: rinuncio al Reddito di cittadinanza»

Lucia Portolano per il7 Magazine

È pronta a restituire la tessera gialla. Rinuncia al reddito di cittadinanza Alessandra Capraro, 50 anni di Brindisi, separata e con una figlia a carico, che frequenta l’ultimo anno di liceo. Fa parte della schiera dei cittadini delusi, di chi si aspettava di uscire dalla soglia della povertà e poter pagare almeno le bollette senza che ogni due mesi le tagliassero la luce. Ed invece il 23 aprile, giorno in cui è andata a ritirare la tessera all’Ufficio postale, questa era carica solo di 54,58 euro, neanche i soldi per pagare l’affitto della casa comunale in cui abita. Per questa infatti paga mensilmente circa 60 euro. “Ci hanno preso in giro – afferma Alessandra – ricordo ancora quando Di Maio nelle interviste diceva che l’integrazione del reddito di cittadinanza ci avrebbe aiutato a raggiungere le famose 780 euro. Ed io ci ho anche creduto e l’ho votato. Mi era fidata di loro, il ministro quando parlava in tv sembrava stare dalla parte del popolo. Ed è inutile negare che molti di noi hanno votato i 5Stelle proprio per il reddito di cittadinanza. Ma siamo tanti ormai i delusi”. La 50enne lavora part time da 25 anni in una ditta di pulizie presso gli uffici di Poste Italiane. Prende al mese circa 360 euro, solo a gennaio con il conguaglio è riuscita a raggiungere 400 euro.
Ora è ferma allo stipendio di febbraio, manca ancora marzo e aprile. La ditta non è puntuale nei pagamenti, e ogni mese è una lotta per la sopravvivenza. Sperava nel reddito di cittadinanza per integrare il misero stipendio che non le permette di arrivare a fine mese, con una figlia a scuola e le spese per le utenze. Abita al quartiere Sant’Elia in quelle che vengono chiamate case parcheggio. Sarebbe dovuta essere una sistemazione momentanea, ed invece è qui da 18 anni che attende una casa definitiva. Una piccola abitazione dove non c’è neanche il riscaldamento, e l’inverno utilizzano le stufe a gas con la vecchia bombola. È infuriata perché quando ha chiesto spiegazioni al Caf del perché avesse ricevuto una cifra così esigua le hanno risposto che il calcolo è stato effettuato sulla base del Cud che riporta 8mila e 345 euro all’anno (comunque al di sotto della povertà indicata da Di Maio). Il reddito quest’anno era aumentato perché per due mesi la sera aveva lavorato come lava piatti in un ristorante. “Davanti a questa risposta mi sono sentita ancor più presa in giro – dice la donna – perché il ministro del Lavoro aveva sempre detto che il reddito di cittadinanza sarebbe stato calcolato in base all’Isee, come normalmente accade per tutti gli interventi pubblici, ed invece non è stato così”. L’Isee di Alessandra Capraro è di 4mila 243 euro all’anno, calcolato sulla base di tantissimi documenti richiesti. Lei ha presentato domanda di reddito di cittadinanza direttamente all’ufficio postale. “Mi sono presentata con tutta la documentazione (Isee compreso) – spiega – ma non mi hanno fatto lasciare nulla, mi hanno posto solo delle domande per compilare il modulo”. Alessandra queste 54 euro non le vuole. “Ho perso giorni per fare i documenti che non sono poi serviti – aggiunge – ho dovuto fare file, ore agli sportelli per ricevere 50 euro che non mi permettono neanche di pagare acqua e luce. Meglio rinunciare a questo punto. Non perché questi soldi non mi siano necessari, ma perché mi sento presa in giro ed è una questione di dignità. Inoltre con tutti i controlli che fanno non ne vale neanche la pena”. I moduli per la rinuncia ai Caf non sono ancora arrivati, ma la storia di Alessandra è simile a quella di tanti altri italiani che in questi giorni stanno chiedendo di rinunciare e sono pronti a restituire la tessera, che funziona come un vero e proprio Postmat. La 50enne può ritirare l’intera somma in contanti, trattandosi appunto di una cifra molto bassa. In altri casi invece si può ritirare solo 100 euro e la restante parte deve essere spesa nei negozi. Qualcuno ha già trovato qualche escamotage, facendo la spesa per altri e chiedendo in cambio soldi in contanti. L’unico limite ad oggi previsto per gli acquisti riguarda quelli on line e il gioco d’azzardo, per il resto si può utilizzare la carta per tutto: supermercati (sia per generi alimentari ma anche per altro), negozi di abbigliamento, ottico, ed anche per fare carburante all’auto. Il primo reddito di cittadinanza è stato erogato il 23 aprile e deve essere speso entro la fine di maggio. Intanto nelle prossime settimane arriveranno presso i Caf e gli uffici postali i moduli di rinuncia. Qualcuno infatti non nega che preferisce non avere rogne e controlli per poter lavorare in nero, soprattutto se la cifra non è così vantaggiosa. Nella richiesta di modulo per ottenere il reddito di cittadinanza è chiaramente scritto che in caso di dichiarazioni false è prevista la reclusione da due a sei anni.