Buoni pasto all’asilo: rincari del 43 percento

Tempi duri per le giovani coppie italiane. Granitici per quelle francavillesi, a indirizzo delle quali l’amministrazione comunale ha infiocchettato un inatteso e non richiesto cadeaux da consegnare in vista della riapertura dell’asilo nido comunale. Si tratta dell’ennesimo rincaro dei prezzi di buoni pasto e retta. Venti ticket, costeranno 72 euro in totale contro i 42 euro di un anno fa. Di fatto, 30 euro in più al mese. Poco più o poco meno dell’Imu. Non proprio un affare. A denunciare l’ennesimo assalto alle tasche delle giovani famiglie francavillesi, già pesantemente alleggerite da anni di crisi e tasse, è la Fp Cgil territoriale di Brindisi, per la quale è ormai chiaro l’intendimento dell’amministrazione comunale di indebolire lo Stato sociale in città.
“Qualche anno fa – si legge in una nota – la Fp Cgil – unitamente ad un nutrito gruppo di genitori di bambini frequentanti la scuola materna e l’asilo comunale, hanno dovuto ingaggiare una grande mobilitazione per stroncare sul nascere ulteriori tentativi volti a chiudere l’asilo nido comunale. Anche in questi giorni, purtroppo, la storia si ripete. 
L’intraprendente dirigente dei servizi finanziari, disinvoltamente, ha disposto per quest’anno l’aumento del ticket dei buoni pasto e delle rette dell’asilo nido, trascurando che il nostro Paese non è ancora fuoriuscito dalla recessione e che le ‘vittime designate’ dalla crisi sono essenzialmente gli operai che non hanno più il lavoro, i cassintegrati, i lavoratori in mobilità, coloro che non riescono più a trovare un’occupazione e tanti altri cittadini che fanno la fila presso l’ingresso della Caritas per un pasto caldo. Forse nella mente di qualcuno alberga l’idea che le famiglie più povere, non potendo pagarsi il ticket per il buono pasto e la retta dell’asilo nido, devono, ob torto collo, rinunciare a far frequentare la scuola di ogni ordine e grado a tempo pieno e l’asilo nido?”.
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Proprio questi cittadini – prosegue la nota – sono curiosi di conoscere i motivi che hanno spinto il dirigente dei Servizi finanziari a determinare un aumento tanto sconsiderato del ticket dei buoni pasto e della retta dell’asilo nido (attualmente, a mo di esempio, il ticket per n. 20 buoni pasto passa da 42,00 euro a 72,00 euro, con un inasprimento della spesa a carico dell’utenza che ammonta al 43%)”. 

Per la Cgil potrebbe essere giustificato solo l’aumento legato al caro vita dell’anno 2012, in misura di massimo 3 punti percentuali. E annuncia: “Inviteremo il Commissario straordinario ad operare un immediato intervento nei confronti del dirigente dei servizi finanziari atto a ridimensionare, ai minimi termini, gli aumenti di che trattasi, principalmente nei confronti dei cittadini meno abbienti.
E ventuali altre forme di irrigidimento da parte di chi di competenza potrebbero, di riflesso, indurre molti genitori che versano nella più totale indigenza, a ritirare i propri figli dalla scuola dell’infanzia, privandoli, così, di un fondamentale diritto costituzionale”.