Bulleri: “Brindisi mi ha già stregato, parola di capitano”

Prime dichiarazioni ufficiali per Massimo Bulleri, da neo capitano della New Basket Brindisi.
Non poteva che essere lui, il playmaker da Cecina. Piero Bucchi l’ha scelto due volte dunque, per guidare la squadra sia in campo che fuori. E lui, nato con l’argento vivo addosso, argento come la medaglia delle olimpiadi di Atene che ha al collo, accetta con orgoglio l’investitura. Convinto di poter trasmettere a Brindisi e alla sua squadra, tutta la voglia di vincere che, ancora, ha in corpo. Una città, Brindisi, che ha impiegato una sola settimana per farlo innamorare.
Massimo Bulleri, si aspettava di diventare il nuovo capitano della New Basket Brindisi?
Sono davvero molto sorpreso di questa investitura. Sono qui da pochissimo e non mi aspettavo di certo di dover ricoprire un ruolo così, in cosi poco tempo. Adesso sento di essere una parte ancora più importante in questo gruppo e tutto questo non fa altro che aumentare la volontà di trasmettere agli altri la voglia di vincere che ho dentro.
Come è andata questa prima settimana di prepazione?
Molto bene direi. Abbiamo svolto molto lavoro atletico e siamo stati pochissimo in palestra, quindi non conosco ancora perfettamente i miei compagni dal punto di vista cestistico. Il gruppo sta lavorando bene, con grande voglia e serenità. Sono soddisfatto. Tra l’altro, al di fuori del campo da gioco, in questa settimana ho potuto constatare che questa è una citta bellissima e vivibilissima, ho notato che è piena di gente e c’è davvero una bella atmosfera.
Che tipo di campionato vi aspetta? Si è già fatto un idea?
Sarà sicuramente un campionato equilibrato. Sul valore delle squadre, è abbastanza presto per avere un idea precisa, dato che non tutte hanno ultimato il mercato. Ogni giorno c’è chi prende un giocatore nuovo. Aspetto di vedere le squadre al completo per dare un giudizio definitivo.
Non può mancare una domanda sulla “sua” Nazionale con i campionati europei ormai alle porte. Come vede la squadra di Pianigiani?
Purtroppo per noi, è un avventura iniziata nel segno della sfortuna, inevitabilmente sarà un torneo condizionato dai tanti infortuni. Non avere a disposizione gente importnante, come Gallinari, Bargnani ad esempio, è una bella botta. Anche se, in cuor mio, spero che tutti questi episodi negativi compattino il gruppo. Di solito noi italiani siamo bravi a venire fuori nelle difficoltà. Confido lo stesso, in un grande Europeo.

Fabrizio Campagnoli

(foto di Vincenzo Tasco)