Canalicchio, un presepe vivente la risposta a una città morente

Editoriale di Gianmarco Di Napoli per il7 Magazine

Qualche giorno fa ho pubblicato un post sui social, corredato da alcune foto scattate sui corsi, in cui descrivevo la tristezza e il buio di una città, Brindisi, che quando eravamo già nel primo fine settimana di dicembre non offriva alcun richiamo natalizio, ad esclusione delle vetrine addobbate dai commercianti. L’Amministrazione comunale (e mentre scrivo la situazione non è cambiata pur essendo già la vigilia dell’Immacolata) è stata in grado di arrivare in ritardo persino sul Natale, muovendosi goffamente negli ultimi giorni come se la Natività fosse un’improvvisa emergenza, come se Gesù quest’anno dovesse nascere prematuro. Se fosse possibile fotografare da un satellite la Puglia rilevando soltanto le luci e gli addobbi natalizi realizzati dall’Amministrazioni comunali, Brindisi sarebbe l’unica area scura della cartina, un po’ come la Corea del Nord quando viene ripresa dal cielo di notte.
Non è una questione politica, di destra o di sinistra. E’ solo un segnale della preoccupante incapacità da parte di chi ha ottenuto la fiducia dei cittadini di amministrare anche le scadenze ordinarie, come le luminarie e le iniziative natalizie, tra le poche cose nel corso dell’anno che non capitano all’improvviso. Le pezze che si cercano di mettere, sono persino peggiori del buco: l’assessore Loiacono ha tenuto addirittura una conferenza stampa seduto a quella specie di tavolo dell’Ikea posto davanti al Capitello romano, per annunciare la realizzazione della fantomatica pista sul ghiaccio, la quale trattasi di iniziativa privata. E la cui inaugurazione è stata per altro più volte rinviata: unico dato certo finora è che la fontana di piazza Cairoli è spenta e probabilmente lo sarà per tutte le feste, essendo state inglobata nella pista per i pattinatori.
Se possibile ancora peggiore la pezza cucita dal sindaco Marchionna il quale ha giustificato il clamoroso ritardo tentando di convincere che in fondo gli addobbi natalizi si allestiscono all’Immacolata. Forse trent’anni fa, sindaco, ai tempi del suo primo mandato. Forse ancora qualche nonna aspetta l’8 dicembre per l’alberello nel tinello. Ma bastava farsi un giro anche nel più sperduto comune della provincia per capire che la gente ha voglia del Natale molto prima e che i commercianti hanno bisogno del supporto di quest’atmosfera per invogliare potenziali clienti, anche forestieri, a passeggiare davanti alle loro vetrine. Quindi no, sindaco, la scusa non regge.
In quel post scrivevo anche che oltre alla tristezza, quella città così buia faceva trasparire una certa rassegnazione da parte di tutti al fatto che ormai Brindisi è così, prendere o lasciare. Un tempo c’erano quelli che dicevano di voler cambiare la storia, ora abbiamo quelli che la storia neanche la conoscono. Quelli che hanno dimenticato i 90 anni del Monumento al Marinaio, quelli che sono riusciti a farsi escludere dalle iniziative della Carta di Mantova in cui c’erano tutte le città legate a Virgilio, salvo poi chiedere di rientrare un mese dopo con una lettera di scuse. Sempre in eterno ritardo.
Il paradosso è che tra qualche giorno il Comune di Andria, per altro guidato da una sindaca (Giovanna Bruno) e da una giunta di centrosinistra, presenterà il Documento strategico del commercio, cioé il piano commerciale andriese. Ebbene a redigere il progetto, ammesso a finanziamento dalla Regione Puglia, è stato proprio l’attuale sindaco di Brindisi, prima di essere eletto. In quel campo Marchionna eccelle e ad Andria ne hanno beneficiato.
Riflettevamo dunque, partendo da quel post, con nostra stessa rassegnazione, che questa città non sembra avere luci, e non è solo questione di festoni natalizi.
Ma invece ecco la dimostrazione che no, saranno forse morti i politici ma non i brindisini, perché in uno dei luoghi più strani e impervi a due passi del centro cittadino, l’area vicina al canale Patri, noto ai brindisini come “canalicchio”, prende vita il più originale presepe vivente che questa città abbia mai avuto. Il tutto progettato e realizzato nel giro di due giorni, partendo da un post su Facebook, una chiacchierata al bar e un’idea folle ed emozionante. Ricreare le scene della natività intorno a un vecchio casolare diroccato del Settecento o forse dell’Ottocento, in cui un tempo c’erano davvero le pecore e i pastori, e spesso si fermavano le greggi di passaggio. “Patri”, come ci spiega l’ottimo storico Giacomo Carito, indicava un tempo i pascoli, impreziositi da quel canale che spingeva sino al mare le acque piovane dall’entroterra. Poco più lontano sorgeva la chiesetta della Madonna del Ponte, demolita per farci passare i binari che portavano alla stazione marittima.
E’ un progetto che mette insieme un sogno espresso dal commerciante Marco Simone e da un’idea concretizzata da Raffaele Caputo, che da una vita allestisce spettacoli ed eventi, dalla moglie Candida Colantonio e da Ciro Patronelli. Ma a dare concretezza sono due imprenditori che desiderano restare anonimi: hanno voluto fare un regalo alla città. E hanno messo a disposizione non solo il terreno e il vecchio casolare diroccato, ma anche materiali e uomini che da martedì, per tutto il giorno, persino sotto la pioggia, hanno lavorato per allestire la “grotta”, i recinti per gli animali, i luoghi in cui saranno collocati i figuranti.
Ognuno sta mettendo a disposizione gratuitamente il proprio tempo e la propria professionalità. Ci saranno una ventina di figuranti in costume, e poi pecore, cavalli, il bue e l’asinello. Tutti veri.
Ho infilato degli stivaletti per camminare in quel santo cantiere, ché c’è ancora un po’ di fango per la pioggia. C’erano fabbri, carpentieri, manovali che lavoravano con entusiasmo e rapidità per completare il lavoro entro il giorno della vigilia dell’Immacolata. Per intenderci quando il sindaco terrà la conferenza stampa solo per annunciare le iniziative di Natale.
Qui sotto sarà già tutto acceso: alle 18 arriveranno la Madonna e San Giuseppe e altri figuranti. Poi, per tutto il periodo delle feste, il presepe si animerà. Un altro imprenditore ha messo a disposizione una navetta che accompagnerà gratuitamente i visitatori da via Spalato sino alla grotta. Il tutto non costerà un euro alla collettività e tantomeno all’Amministrazione comunale. Il segnale è forte: nessun privato ha partecipato ai bandi per le iniziative natalizie proposti con grave ritardo da parte del Comune eppure ora un gruppo di privati dà un senso al Natale.
La nascita di Gesù e la piccola rinascita di Brindisi accomunate dalla mangiatoia con vista sul Canalicchio. Tant’è.

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