L’Enel perde con Bologna e si trova davanti a un bivio: serve una guardia o un pivot? Cantù sconfitta a Caserta: si resta al secondo posto

ENEL BRINDISI-GRANAROLO BOLOGNA 68-77

(19-20, 18-25, 9-16, 22-16)

Enel Brindisi: James 6 (2/5, 0/3), Todic 14 (4/6,1/4). Marciano ne, Formenti ne, Dyson 19 (4/9, 3/7), Lewis 8 (4/4, 0/5), Chiotti (0/0), Zerini 2 (1/4), Snaer 11 (4/7, 1/4), Leggio ne, Campbell 5 (2/5, 0/1), Jackson 3 (0/0, 1/1). Coach Bucchi.

Granarolo Bologna: Gaddefors 7 (3/3, 0/1), Hardy 9 (4/7, 0/3), Allodi ne, Motum ne, Fontecchio 11 (2/3, 2/5), Guazzaloca ne, Negri ne, Cazzotti ne, Jordan 16 (5/12), Warrem 13 (4/6, 1/2), King 6 (3/4), Ebi 15 (7/12). Coach Valli
Arbitri: Roberto Begnis, Roberto Chiari e Gialuca Sardella

Sì, la zona di Bologna, la mancanza di un pivot di ruolo, l’assenza di Formenti. C’è stato un po’ di tutto questo. Ma l’Enel Brindisi oggi è incappata in una di quelle giornate in cui tutto gira storto e non c’è verso di raddrizzarlo. La seconda sconfitta interna al Pala Pentassuglia, dove sono cadute tutte le grandi del campionato, arriva esattamente come era successo con Montegranaro, contro una squadra che lotta per salvarsi.
La Granarolo, che arrivava da cinque sconfitte consecutive e da una sola vittoria nelle ultime dieci partite, vince la gara nel secondo e nel terzo quarto quando Brindisi in difesa non riesce a contenere la fisicità di Ebi e Jordan e dal perimetro la precisione di Fontecchio e soprattutto Warren. In attacco non si riesce ad attaccare la zona con il tiro da fuori (si chiuderà con 6/25 da tre).
Jackson non è assolutamente in grado di difendere con continuità e Chiotti resta in campo solo tre minuti, il tempo necessario per scrivere due falli nel suo scout personale che per il resto rimarrà immacolato. I due ultimi arrivati insomma confermano di non essere all’altezza del resto della squadra costruita in estate e onestamente non si capisce se si ha più urgenza di prendere un’altra guardia (tenuto conto che Formenti mancherà ancora almeno sino alla metà del mese di aprile) o spendere qualche quattrino nello spot numero cinque in cui Zerini e Todic si danno davvero molto da fare ma possono fare poco quando di fronte si trovano fisicità come quella di Jordan e Chiotti non sembra assolutamente una soluzione.
C’è stata una sola folata che ha mostrato a tutti la vera Enel: il 10-0 di parziale che a metà del quarto tempino ha riportato Brindisi a sei punti da Bologna. Ma quando si recupera così vicini al suono della sirena, basta un intoppo e salta tutto.
Piero Bucchi le ha tentate tutte: quintetto alto, quintetto basso, e un time-out così urlato che scatena la standing-ovation del pubblico. La squadra esce carica e recupera ma non sarà sufficiente.
Alla fine l’Enel conclude con il 43% al tiro e con una percentuale disastrosa ai tiri liberi: 50%, otto tiri mancati dalla lunetta che hanno indubbiamente inciso sulla partita.
L’Enel comunque resta agganciata al secondo posto vista la contemporanea sconfitta di Cantù a Caserta (64-60): nella piazza d’onore si inserisce come terzo incomodo Siena che liquida agevolmente Avellino. Perde il giro giusto Sassari che resta due punti più dietro, battuta a Reggio Emilia dove davvero è difficile passare.

Risultati finali: Roma-Pesaro 96-85, Brindisi-Bologna 68-77, CasertaCantù 64-60, Reggio Emilia Sassari 89-79, Siena-Avellino 91-67, Varese-Pistoia 84-73. Posticipi: stasera Venezia-Cremona, domani Montegranaro-Milano.