Non vede il figlio di cinque mesi e tenta di darsi fuoco: salvato da due agenti di polizia

Si era cosparso gli abiti di benzina e stava per darsi fuoco quando due poliziotti del commissariato di Mesagne gli si sono lanciati addosso strappandogli di mano l’accendino e mettendolo in salvo: poteva concludersi con un gesto disperato l’angoscia di un uomo che non vede il figlio di cinque mesi e che è stato tratto in salvo ieri sera dalla polizia.
Alle ore 22.55, una pattuglia del Commissariato, è intervenuta in via Damiano Chiesa, presso il piazzale antistante l’Istituto Tecnico Commerciale Ferdinando, dove era stata segnalata una persona che si era cosparsa il corpo con del liquido infiammabile e che intendeva darsi fuoco. Sul posto gli agenti hanno trovato un uomo con gli indumenti completamente intrisi di liquido infiammabile (alcool etilico), parte del quale ancora contenuto all’interno di un flacone che maneggiava continuando a cospargersi con la mano destra mentre con la sinistra impugnava un accendino di colore verde.
L’uomo ha urlato ai poliziotti di non avvicinarsi altrimenti si sarebbe dato fuoco. Gli agenti, con tatto e cautela, hanno cercato di capire quali fossero i problemi che lo assillavano e che lo avevano portato a quella drastica decisione, cercando di farlo ragionare e desistere dall’insano gesto. Ma quello sembrava non voler sentire ragione e ha attivato l’accendino. A questo punto gli agenti si sono lanciati entrambi addosso con il proprio corpo, riuscendo ad immobilizzarlo e a strappargli contemporaneamente sia l’accendino sia la lattina di alcool dalle mani. Una volta immobilizzato, gli è stata sfilata la maglia intrisa di liquido infiammabile. Sul posto è stato fatto intervenire personale del 118 che ha prestato le cure del caso consigliando il ricovero che però l’uomo ha rifiutato. Ha motivato il suo gesto con l’angoscia per non poter vedere il figlio di cinque mesi che vive fuori dalla Puglia con la sua ex convivente, che glielo impedirebbe. E’ stato così accompagnato in commissariaro per farlo tranquillizzare ulteriormente e successivamente presso l’abitazione dei suoi genitori.