Bandito catturato prima del colpo

Che dovessero colpire proprio lì o comunque in quell’area, gli uomini del commissariato di Mesagne lo sapevano da tempo: pochi minuti ed erano sul posto, quando ieri notte tre individui, sfruttando l’accesso dal cortiletto, hanno fatto irruzione nel bar-tabacchi Silver Moon di via Roberto Antonucci, la via per San Vito, al civico 120. Pagherà anche per i complici, almeno al momento, il 35enne Alessandro Zaffizo, di Latiano, una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. È stato arrestato in flagranza, mentre tra le mani aveva parte delle sigarette trafugate dal locale, non nuovo a episodi di questo tipo: si tratta del quinto, da quando la famiglia Carovigno, nel 2011, ha avviato l’attività. La prima volta che il colpo non va a buon fine, avrebbe fruttato 800 euro in tabacchi.
È successo tutto in pochi minuti. L’intervento della polizia, il cui quartier generale sorge a pochi metri da via San Vito, è registrato alle 2,15. Dopo le ripetute denunce dei gestori di questo e altri locali pubblici, l’allerta era massima: così, quando è arrivata la segnalazione, per la pattuglia è stato relativamente facile raggiungere il posto e sorprendere i tre ladri ancora in azione. All’arrivo della volante, il trio si è disunito e, mentre i complici hanno avuto la prontezza di riflessi per raggiungere il lucernario e svicolare via dai tetti, poi a piedi per strada e infine, probabilmente, per raggiungere un mezzo parcheggiato più in là, Zaffiro è rimasto indietro. Opporre resistenza non avrebbe avuto molto senso e, infatti, ha alzato le mani, posato in terra le sigarette che aveva sotto braccio e, quindi, si è arreso.
Non si sa ancora chi fosse con lui, non era facile mettere a fuoco facce e fisionomie in piena notte, ma qualche sospetto gli agenti ce l’hanno. Si potrebbe trattare di persone che abitualmente si accompagnano a Zaffiro. Accanto alla refurtiva, interamente recuperata, i poliziotti hanno trovato e sottoposto a sequestro un piede di porco, una tronchese e tre lunghi cacciaviti: erano serviti per scardinare la porta sul retro e per danneggiare, alla ricerca di contanti, i cassetti portamonete delle slot-machine che si trovano all’interno del locale.