Farmaci scaduti e truffa con il 118, tutti i retroscena

L’inchiesta è stata avviata dopo le denunce presentate nel 2014 da due soccorritori del 118, volontari di una associazione onlus di Fasano che si occupa del servizio di emergenza e urgenza anche a Brindisi. Dalle indagini è emerso che erano in realtà due le società riconducibili alle stesse persone: una cooperativa e una associazione non a scopo di lucro.
La prima svolgeva servizio privato anche presso la Centrale Enel, la Enipower e per la struttura riabilitativa San Raffaele di Ceglie Messapica; la seconda invece operava per il 118 della Asl. Entrambe, la Getras e la Avf, erano presiedute dalla stessa persona e vi sarebbe stata – secondo l’accusa – una «sistematica» distrazione, da parte del presidente dell’associazione e di alcuni collaboratori, di medicinali e presidi medici ospedalieri utilizzati per l’esecuzione del servizio del primo soccorso in strutture private. In particolare, hanno appurato i finanzieri, coordinati dal pm De Nozza, i farmaci e i presidi utilizzati dal privato sarebbero stati sottratti dalla dotazione delle ambulanze del 118. I rimborsi spese corrisposti dalla Asl per i volontari del servizio pubblico, sarebbero stati usati per pagare i dipendenti della cooperativa. Le ambulanze sostitutive che la onlus avrebbe dovuto tenere a disposizione del servizio di urgenza ed emergenza, erano invece usate per fini di lucro: in una circostanza è stato accertato un trasporto a pagamento di un paziente nel nord Italia.
Nel corso dei sequestri sono stati anche ritrovati farmaci scaduti. Le persone poste ai ‘domiciliarì sono i brindisini Raffaele e Dario Turchiarulo, zio e nipote di 58 e 25 anni, Giordano Guber, di 47 e Antonietta Zizzi, di 51 anni, di Fasano.