È diventata definitiva la condanna del Ministero della Difesa al pagamento di quasi 700mila euro ai tre figli di un ex dipendente civile dell’Arsenale della Marina militare di Taranto, morto per un mesotelioma pleurico legato all’esposizione all’amianto.
La sentenza è stata pronunciata lo scorso maggio dal Tribunale di Lecce. A comunicarne la definitività è l’Osservatorio nazionale amianto.
L’uomo, originario di Monteiasi, aveva iniziato il proprio percorso nella Scuola Allievi Operai nel 1959. Aveva lavorato prima come tipografo e poi come impiegato amministrativo, fino alla pensione nel marzo 2006. Oltre quarant’anni di servizio, con una parentesi di 18 mesi di leva nell’Arsenale di La Spezia, come meccanico attrezzista.
La malattia si era manifestata nel 2018. Il progressivo peggioramento delle condizioni di salute aveva portato al decesso il 15 maggio 2019, a Monteiasi, all’età di 74 anni.
La consulenza tecnica disposta dal giudice ha riconosciuto il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e il mesotelioma, individuato come causa preponderante della morte. La sentenza evidenzia il contatto con sostanze nocive nonostante fosse già nota la loro pericolosità.