Antonio e Paola, gli avvocati degli emarginati e dei più poveri

di Giovanni Membola

Su quelle magliette rosse, bianche o blu spicca la suggestiva scritta “Non esistono cause perse”. Non è solo uno slogan, è anche il nome di un progetto nazionale utile ad autofinanziarsi e a promuovere i diritti delle persone in condizioni di estrema povertà e di emarginazione sociale, garantendo loro un sostegno legale qualificato e ogni tipo di percorso per il reinserimento nella società. A idearla quello che può essere considerato il più grande studio legale italiano, con zero euro di fatturato, una straordinaria associazione di volontariato che prende il nome di “Avvocato di strada”. Sportelli legali presenti in ben 59 città italiane per gestire oltre quattromila pratiche, un migliaio di avvocati e tante altre figure professionali, tutti volontari, che si danno da fare per far funzionare una struttura così grande e complessa.

Il tutto è iniziato nel 2000 grazie all’idea di due avvocati brindisini, i coniugi Antonio Mumolo e Paola Pizzi, a Bologna dal 1984 per motivi di studio e quindi di professione. Entrambi sono da sempre impegnati con ammirevole generosità nel mondo del volontariato, dove hanno dedicato tanto del loro tempo all’assistenza dei più bisognosi. “Ho voluto seguire le orme di mio padre Michele – racconta Antonio – era un medico ematologo molto conosciuto, titolare anche di un laboratorio di analisi al rione Casale. Lui si è tanto prodigato verso chi era meno fortunato degli altri, ha persino creato una biblioteca gratuita di quartiere, i suoi ideali e il suo esempio mi hanno sempre ispirato. Ritengo sia un dovere restituire in qualche modo quel privilegio di aver potuto studiare e crearmi una posizione”. Il legame con la città d’origine continua ad essere molto forte, con la famiglia tornano anche più volte l’anno, soprattutto durante il periodo estivo, qui ci sono i loro parenti, i loro amici e gli ex compagni del Liceo Ginnasio, “con loro è sempre un grande piacere ritrovarsi”.

Antonio Mumolo, legale giuslavorista, oltre ad essere uno dei fondatori, è oggi presidente dell’associazione “Avvocato di strada”. La sua (anzi, la loro) più che ventennale dedizione al sociale è stata premiata in più occasioni: l’allora presidente del Parlamento europeo Martin Schulz gli ha riconosciuto il titolo di “cittadini europei dell’anno 2013” proprio per essersi distinti nella loro opera quotidiana rivolta ai senza dimora e ai migranti, mettendo in pratica i sani valori dell’ospitalità, della solidarietà e della tolleranza. Per gli stessi motivi Antonio e Paola vengono invitati, il primo di giugno di ogni anno, al ricevimento privato voluto dal Presidente della Repubblica presso i giardini del Quirinale. “E’ una esperienza stupenda – raccontano – quando ci giunse il primo invito dal presidente Napolitano stentavamo a crederci, tutti i nostri volontari sono orgogliosi di questa opportunità”. Infine, lo scorso agosto il quotidiano La Repubblica ha dedicato un’intera pagina per evidenziare gli straordinari valori che hanno ispirato l’esperienza di questo gruppo di persone nel tutelare gratuitamente i diritti fondamentali di migliaia di persone, aiutandoli in molti casi a uscire dalla strada.

All’attività degli sportelli partecipano a rotazione avvocati che forniscono gratuitamente consulenza e assistenza legale ai cittadini privi di dimora, clochard che hanno perso tutto, dalla casa al lavoro. A queste persone si cerca di restituire innanzi tutto la dignità violata, quindi i loro principali diritti, come la residenza, senza la quale non si può lavorare, avere i documenti e un medico di base. L’avvocato Mumolo racconta com’è facile precipitare in un baratro: il licenziamento, un prestito o un mutuo non onorato, un divorzio e in breve tempo da una vita dignitosa ci si trova a dormire in macchina, su un cartone all’aperto o nei dormitori. In questo esercito di ombre ci sono disoccupati, genitori separati, vittime di violenza, imprenditori falliti ma anche pensionati che non riescono a curarsi o a mangiare con regolarità, gente che ha perso tutto, compreso l’affetto dei loro famigliari. Storie tristi di persone indifese che vivono la povertà come se fosse una colpa o che finiscono per strada per alcolismo, tossicodipendenza, carcere, che a un certo punto, anche per vergogna, decidono di diventare invisibili, preferiscono sparire piuttosto che farsi vedere in quello stato da amici e parenti. Alcuni di loro però sono riusciti a reagire e a venirne fuori, con coraggio, e grazie all’aiuto di questi Angeli del volontariato hanno riannodato i fili delle loro vite. C’è persino chi alla fine del percorso voleva a tutti i costi pagare gli avvocati dell’associazione, ma questo non gli è mai stato permesso.

L’esemplare servizio giuridico di assistenza, partito da Bologna, si è poi diffuso negli anni in tutto il resto d’Italia, con avvocati che a volte, pur non partecipando direttamente all’attività dello sportello, danno la loro disponibilità a patrocinare gratuitamente qualche caso l’anno o a dedicare al volontariato solo poche ore al mese. Dal 2015 anche Brindisi ha una sua sede, sempre molto attiva, che in questo momento è in fase di riorganizzazione: “con la CGIL stiamo cercando di integrare lo staff con tre o quattro avvocati ed aprire lo sportello almeno una volta la settimana” ci conferma il presidente nazionale dell’associazione. Inoltre, grazie ad una fitta rete di avvocati domiciliatari di tutto il territorio nazionale, si riesce a fornire la tutela alla residenza, al diritto di famiglia, all’immigrazione, ai fogli di via e alle vittime di aggressioni, anche a chi vive in città dove l’associazione non ha sedi stabili.

“Il mio impegno sociale è iniziato con un giornale di strada chiamato ‘Le voci di dentro’ – ricorda ancora Antonio, per tanti l’avvocato dei poveri – si cercava di tenere impegnati con la scrittura gli ex detenuti, e rimetterli in pista; quindi, con l’associazione ‘Piazza Grande’ ho cercato di assistere i tanti senzatetto, a loro portavo un tè caldo durante le notti fredde bolognesi, e mentre scambiavo due chiacchiere cercavo di capire le loro esigenze, la loro ‘fame’ di diritti, il bisogno di affetto e di attenzione”. In poco più di vent’anni di attività Antonio, Paola e tutti i volontari dell’associazione sono riusciti a tutelare oltre 40mila persone, e basta leggere le cifre contenute nei bilanci sociali di ogni anno, tutti disponibili sul sito ufficiale, per rendersi conto di cosa stiamo parlando: 1.827 persone assistite gratuitamente in tutta Italia solo nel corso del 2020, anno della pandemia; circa mille cinquanta avvocati e volontari impegnati quotidianamente, un milione e duecentomila euro il valore del lavoro legale messo gratuitamente a disposizione degli ultimi. “Cifre che ci fanno onore, perché ciò che siamo diventati è il frutto di sogni condivisi e di impegno civile collettivo” aggiunge Antonio che però tiene a precisare: “tutto ciò è stato possibile grazie soprattutto alla preziosa collaborazione e all’altruismo di mia moglie Paola, avvocato civilista, senza di lei non ci sarei mai riuscito”. Pure i loro figli Giovanna e Carlo quando possono offrono il loro spontaneo contributo al volontariato.

Oltre ad essere un dirigente e legale fiduciario della Federconsumatori bolognese, l’avvocato brindisino è inoltre impegnato politicamente, da tre legislature, come consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, anche in questo ruolo si è trovato spesso a combattere ogni tipo di discriminazione. Nel 2021 è stato infatti il promotore della prima normativa regionale, detta appunto “legge Mumolo”, che tutela la salute delle persone senza dimora, garantendo loro il diritto ad un medico di base. Una piccola rivoluzione che altre regioni stanno cercando di seguire per permettere a tutti la garanzia del diritto collettivo alla salute.
D’altro canto, chi si ispira all’opera e ai valori della solidarietà di don Gallo e Gino Strada, agli ideali politici e alla forza morale di Sandro Pertini e di Enrico Berlinguer, poteva fare solo del bene al prossimo, offrendo con grande generosità sostegno e assistenza a chi è fragile e nella vita è stato meno fortunato degli altri.