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Arrestato 30enne a Brindisi per tentata estorsione e spari dopo incidente stradale

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura della Repubblica. L’arrestato, un 30enne brisigiano, è accusato di tentata estorsione aggravata, porto e detenzione illegale di arma comune da sparo e tentate lesioni personali.

La vicenda ha avuto origine da un sinistro stradale avvenuto il 6 aprile 2026, in cui il motociclo condotto dall’indagato ha tamponato un’auto con a bordo due giovani. Sebbene non vi fossero feriti, il 30enne, la cui patente era stata revocata, ha reagito con violenza, pretendendo un risarcimento immediato o la compilazione di un modello C.A.I. con generalità false per evitare i controlli.

Il giorno seguente, il tentativo di risoluzione amichevole dell’incidente è sfociato in un atto di estorsione. Al rifiuto delle vittime di cedere alle sue richieste, l’indagato ha minacciato gravemente i due giovani e, dopo essersi allontanato, ha recuperato un’arma da fuoco. Poco dopo ha raggiunto l’auto delle vittime, esplodendo due colpi di pistola, uno dei quali ha colpito la portiera lato conducente, mentre l’altro ha danneggiato la targa anteriore del veicolo.

L’attività investigativa, condotta dalla Sezione Operativa del N.O.R. e diretta dalla Procura della Repubblica, ha consentito di ricostruire con precisione i fatti grazie a diversi riscontri. Le telecamere di sorveglianza hanno confermato la presenza dell’aggressore, mentre i rilievi tecnici effettuati sull’auto hanno identificato la traiettoria dei proiettili. Inoltre, le vittime hanno riconosciuto senza dubbi il 30enne come autore del gesto.

Il G.I.P., nella sua ordinanza, ha evidenziato la pericolosità dell’indagato, già sottoposto a misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali e con numerosi precedenti penali. L’uso di un’arma da fuoco in pieno giorno e in una zona affollata è stato considerato un segno di totale disprezzo per le leggi civili, giustificando l’adozione della misura restrittiva per evitare il rischio di reiterazione di atti violenti. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Brindisi.