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Assalti ai bancomat, dal carcere ai domiciliari alcuni arrestati

Sono stati trasferiti dal carcere agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, alcuni dei giovani tarantini finiti al centro dell’inchiesta sulla cosiddetta “banda della marmotta”, gruppo ritenuto responsabile di una serie di assalti a sportelli bancomat fatti esplodere con ordigni. I colpi contestati sarebbero stati messi a segno in più regioni del Sud, tra Puglia, Basilicata, Campania e Calabria.

A lasciare la detenzione in istituto sono Simone Vinella, Rocco Fronza, Salvatore Maggio e Valentino Intini. La decisione è stata assunta dal Tribunale del Riesame di Taranto, che ha accolto le istanze presentate dalle difese.

I giovani — descritti come ventenni — erano stati arrestati dai Carabinieri il 5 febbraio, in esecuzione di un’ordinanza firmata dal gip Rita Romano, insieme a due indagati baresi: Cataldo Bartolo e Alessandro Longo. Per Bartolo è stata disposta la custodia in carcere, mentre Longo risulta ai domiciliari.

Secondo l’impianto investigativo, Bartolo — già condannato per associazione mafiosa e ritenuto vicino al clan Parisi — avrebbe avuto un ruolo di coordinamento nell’organizzazione dei raid, contando su una rete di complici presenti nei diversi territori. Nell’inchiesta, coordinata dai pm Francesca Colaci ed Enrico Bruschi, i colpi finora attribuiti al gruppo sarebbero 17.