Assalto alla piscina comunale, la Digos indaga per tentata estorsione

Non è stato un semplice atto vandalico: dietro la devastazione della piscina comunale del rione Sant’Elia ci sarebbe un vero e proprio disegno criminale. E’in questa direzione che si muove la Digos della questura di Brindisi che ha aperto un fascicolo per tentata estorsione dopo la denuncia formalizzata dall’Amministrazione comunale.
Già subito dopo il gravissimo episodio (anche colpi di pistola contro le vetrate oltre ai danni provocati all’interno della struttura) sia il sindaco Riccardo Rossi che l’assessore allo Sport Oreste Pinto avevano fatto riferimento a qualcosa di più di un “ordinario” episodio di teppismo.
Proprio nella settimana in cui c’è stato il raid, il Comune avrebbe dovuto pubblicare il bando per la vendita della struttura ad un prezzo ribassato del 20 per cento rispetto ai 725mila euro richiesti inizialmente.
Il nuovo prezzo di vendita, 580mila euro, avrebbe dovuto rivelarsi più attrattivo, consentendo finalmente non solo all’ente di incassare una somma fondamentale per gli equilibri del bilancio.
Probabilmente qualcuno non gradisce che la piscina venga venduta. La struttura è chiusa da alcuni anni dopo la fine del contratto con la società Marimisti.
Il Comune ora dovrà decidere se procedere ugualmente con la pubblicazione del bando per la vendita.