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Bari, corteo non autorizzato attraversa il centro: negozi chiusi per paura di assalti

Un centinaio di manifestanti ha attraversato questo pomeriggio, sabato 24 ottobre, le strade del centro di Bari nonostante il divieto della Questura. Al passaggio del corteo, numerosi commercianti hanno chiuso gli ingressi dei negozi per timore di assalti, mentre diversi passanti hanno cercato riparo all’interno degli esercizi commerciali.

La manifestazione è partita da piazza del Ferrarese, dove nel primo pomeriggio si erano radunate alcune decine di giovani. Il gruppo, cresciuto durante il percorso fino a raggiungere circa cento partecipanti, ha attraversato Bari Vecchia per poi dirigersi verso le strade del quartiere Murat e via Sparano, la principale arteria commerciale della città.

I manifestanti hanno scandito slogan contro la guerra, tra cui «Noi le guerre non le vogliamo». Il corteo è stato seguito e controllato dalle forze dell’ordine, con motociclette della Digos e agenti in assetto antisommossa schierati nei punti più sensibili.

Durante il percorso i manifestanti hanno incrociato un gruppo di giovani di destra, senza che si verificassero scontri. La manifestazione si è conclusa al Molo San Nicola, dove i partecipanti si sono dispersi senza incidenti.

La tensione era alta già dalla mattinata, dopo l’operazione condotta venerdì dalla Digos contro un gruppo di giovani che, secondo gli investigatori, stava organizzando attraverso Telegram assalti ai negozi del centro. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura per i minorenni, riguardano anche ipotesi di devastazione e saccheggio con finalità di terrorismo.

Nella serata di venerdì gli agenti avevano inoltre fermato e controllato un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni, sequestrando tre passamontagna, materiale pirotecnico e alcuni telefoni cellulari. I minorenni erano stati successivamente affidati ai genitori.

In previsione delle manifestazioni annunciate dal Movimento 17 ottobre, diversi commercianti avevano adottato precauzioni. Prada aveva protetto le vetrine con pannelli, mentre Gucci aveva trasferito altrove la merce esposta. Entrambi i negozi erano rimasti inizialmente aperti al pubblico.