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Bari, Giuditta perde parte dell’olfatto dopo il pestaggio al parco Rossani: si aggrava l’accusa per l’imputata

Ha riportato un danno permanente all’olfatto Giuditta D’Elia, la studentessa di 26 anni aggredita il 23 luglio scorso nel parco Rossani di Bari. La nuova documentazione medico-legale ha spinto la Procura ad aggravare l’accusa nei confronti di Angela Memoli, 32 anni, ex addetta alla pulizia dei bagni pubblici del parco, agli arresti domiciliari per il pestaggio.

La consulenza della dottoressa Rosa Caterino, depositata dalla vittima, indica 67 giorni di malattia e una grave compromissione della funzione olfattiva, ritenuta permanente. Tra le conseguenze dei colpi ricevuti al volto figura anche una deviazione del setto nasale.

Il procuratore di Bari Roberto Rossi ha quindi chiesto di modificare l’imputazione, aggiungendo alle contestazioni di lesioni personali aggravate anche l’indebolimento permanente di un senso. Un elemento che potrebbe incidere sul procedimento e sulle richieste avanzate dalla difesa.

L’aggressione risale al pomeriggio del 23 luglio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto sarebbe cominciato quando la figlia di Memoli, una bambina di otto anni, aveva bagnato Giuditta con una pistola ad acqua nei pressi dei servizi igienici del parco. Dopo un diverbio, la situazione sarebbe degenerata.

La studentessa sarebbe stata afferrata per i capelli, scaraventata a terra e colpita ripetutamente con calci e pugni, anche al volto e al collo. Al pestaggio avrebbero partecipato altre donne e alcuni minorenni. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso l’aggressione, consentendo agli investigatori di ricostruirne la dinamica.

Angela Memoli, per la quale era stato disposto il giudizio immediato, ha chiesto attraverso la difesa di accedere alla messa alla prova e, in alternativa, al patteggiamento o al rito abbreviato. Ha inoltre sollecitato la revoca della misura cautelare. La nuova contestazione rende più complessa la sua posizione processuale e il procedimento dovrà passare dall’udienza preliminare.

Nel processo intendono costituirsi parte civile, oltre alla studentessa, anche i Comuni di Bari e Toritto, dove Giuditta risiede. Le amministrazioni saranno rappresentate rispettivamente dagli avvocati Paola Avitabile e Roberto Eustachio Sisto.

La responsabilità dell’imputata e il ruolo delle altre persone coinvolte dovranno essere accertati nelle successive fasi giudiziarie.