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Brindisi ricorda Mirko Conserva: una raccolta di sangue e un torneo di calcio a due anni dalla tragedia

Due iniziative, a una settimana di distanza, per mantenere vivo il ricordo di Mirko Conserva, il giovane brindisino morto a soli 20 anni in un incidente stradale nel settembre del 2024. La memoria si trasforma questa volta in solidarietà e sport, con una raccolta straordinaria di sangue e la seconda edizione del memorial di calcio dedicato al ragazzo.

Il primo appuntamento è in programma sabato 12 settembre, dalle 8 alle 12, al Centro trasfusionale dell’ospedale Perrino di Brindisi. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato in collaborazione con la Asl Brindisi, porta il titolo “Insieme per Mirko” e invita i cittadini a compiere un gesto concreto: donare il sangue. «Un gesto semplice, un ricordo infinito» è il messaggio scelto per accompagnare la giornata.

Una settimana dopo, sabato 19 settembre alle 18, il ricordo si sposterà sul campo di calcio della Cedas, dove si svolgerà il 2° Memorial di Mirko, un torneo che attraverso lo sport vuole riunire ancora una volta amici e persone che gli erano vicine.

Mirko Conserva morì all’alba del 15 settembre 2024 in via Caduti di via Fani, al quartiere Sant’Elia di Brindisi, non lontano dalla sua abitazione. Era in sella al suo Yamaha T-Max e stava raggiungendo l’ospedale Perrino, dove lavorava per un’impresa di pulizie, quando perse il controllo dello scooter. L’impatto gli fu fatale nonostante l’intervento dei soccorritori.

La sua morte provocò una forte commozione in città. Poche settimane dopo familiari, amici e cittadini parteciparono a una fiaccolata che, oltre a ricordare Mirko, richiamò l’attenzione sulla sicurezza stradale e sulle condizioni di via Caduti di via Fani.

Sul decesso del ventenne è stato successivamente avviato un procedimento giudiziario per verificare l’eventuale incidenza delle condizioni della strada sulla dinamica dell’incidente. Nel gennaio scorso un dirigente del Comune di Brindisi è stato rinviato a giudizio; il processo dovrà accertare eventuali responsabilità, senza che allo stato vi sia alcuna pronuncia definitiva.

A quasi due anni da quella notte, il filo che lega le due nuove iniziative è soprattutto quello della memoria: prima donare sangue per aiutare altre persone, poi ritrovarsi su un campo di calcio. Due modi diversi per fare in modo che il nome e il ricordo di Mirko continuino a vivere.