Carlo Magno a Patù non arrivò mai. E il cavaliere Siminiano, che secondo la tradizione sarebbe morto combattendo i Mori e sarebbe stato sepolto nella Centopietre, potrebbe essere un personaggio costruito nel Cinquecento. Una ricerca guidata dall’archeologo Valentino Nizzo, dell’Università L’Orientale di Napoli, prova a ricostruire l’origine delle storie che da secoli circondano uno dei monumenti più enigmatici del Salento.
La Centopietre, monumento nazionale nel centro storico di Patù, sorge davanti alla chiesa paleocristiana di San Giovanni. Per una tradizione consolidata sarebbe stata la tomba del barone Siminiano o Geminiano, indicato come cavaliere al seguito di Carlo Magno, morto combattendo contro i Mori nella piana di Campo Re. Ma le fonti medievali non riportano né la presenza di Carlo Magno a Patù né quella dei suoi paladini.
La figura di Siminiano compare invece molto più tardi. La prima testimonianza individuata dalla ricerca è contenuta in un libretto pubblicato a Padova nel 1588, quando nel territorio erano già diffuse storie su un re Carlo, sui Mori e su una reliquia di San Giovanni Battista. Secondo Nizzo, la leggenda potrebbe essere nata nel clima culturale delle corti rinascimentali e sotto l’influenza della letteratura cavalleresca, dalla Chanson de Roland all’Orlando furioso.
La ricerca riapre anche un secondo mistero: quello di un dito attribuito a San Giovanni Battista. Un’epigrafe cinquecentesca racconta che la reliquia sarebbe stata rinvenuta intorno al 916 nella chiesa di San Giovanni di Patù e successivamente se ne sarebbero perse le tracce.
L’incrocio tra fonti salentine e altamurane porta ora gli studiosi a identificare quel dito con una reliquia conservata nella Cattedrale di Altamura, dove risulta presente prima del 1584. Una delle ipotesi è che sia arrivata nella città murgiana come dono destinato a sancire un’alleanza tra i Gonzaga, che governavano Patù, Leuca e Alessano, e i Farnese, principi di Altamura.
La vicenda si colloca negli anni in cui le coste salentine vivevano concretamente la minaccia delle incursioni ottomane e il Capo di Leuca era una delle tappe dei pellegrinaggi verso la Terra Santa. Gonzaga e Farnese, dopo essere stati anche avversari, combatterono insieme contro gli Ottomani nella battaglia di Lepanto del 1571.
La ricerca è stata presentata a Lecce con il soprintendente Antonio Zunno, il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso e il vescovo di Ugento Vito Angiuli. Intanto resta aperta anche la questione della conservazione della Centopietre: il monumento è di proprietà privata e sono state avviate le procedure per l’esproprio, con l’obiettivo di fermarne il degrado.