Rientreranno in Italia nella mattinata di lunedì 2 novembre le salme dei quattro militari morti nello schianto dell’elicottero dell’Esercito italiano avvenuto giovedì 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina. Un aereo militare atterrerà all’aeroporto di Ciampino, a Roma, con i corpi delle vittime, tra cui quello di Laura Procacci, 24 anni, originaria di Andria, sergente del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.
Con lei hanno perso la vita i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi e il tenente del Corpo Militare della Croce Rossa Franco Adriano Zecchillo.
L’incidente è avvenuto nella zona di Brčko, durante un’attività addestrativa nell’ambito della missione internazionale Eufor Althea. L’elicottero militare Chinook CH-47 è precipitato provocando quattro morti e undici feriti.
Laura Procacci, la cui famiglia vive a Canosa di Puglia, si era trasferita a Roma per studiare Medicina. Prestava servizio nel Corpo Militare della Croce Rossa e partecipava alla sua prima missione internazionale.
Sulle cause dello schianto sono in corso due indagini in Italia, una della Procura ordinaria di Roma e l’altra della Procura militare. Gli accertamenti riguarderanno i resti del velivolo, le testimonianze dei superstiti e i filmati che documentano gli ultimi istanti prima dell’incidente. Al momento i procedimenti sono contro ignoti.
Per i funerali si valuta una cerimonia con gli onori militari, alla presenza delle autorità civili e militari. La data non è stata ancora ufficializzata.