La giovane sergente della Croce Rossa era alla sua prima missione internazionale. Studiava Medicina a Roma ed era stata la prima donna sottufficiale di Andria a prestare giuramento nel Corpo Militare. Undici i feriti, nessuno in pericolo di vita. Aperta un’inchiesta sulle cause dello schianto.
Aveva 24 anni, studiava Medicina a Roma ed era alla sua prima missione internazionale. Laura Procacci, originaria di Montegrosso, frazione di Andria, è una delle quattro vittime dell’incidente aereo avvenuto giovedì 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina, dove un elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito italiano è precipitato durante un’attività della missione europea Eufor Althea.
Con lei sono morti i sergenti dell’Aviazione dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi e il tenente Franco Adriano Zecchillo, appartenente come Procacci al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. A bordo dell’elicottero si trovavano quindici persone. Gli altri undici occupanti sono rimasti feriti e sono stati ricoverati negli ospedali di Brčko e Tuzla. Secondo le informazioni diffuse in serata dal ministero della Difesa, nessuno sarebbe in pericolo di vita.
Chi era Laura Procacci
Laura Procacci aveva lasciato la Puglia per frequentare il corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Roma, continuando l’attività di volontariato e il servizio nel Corpo Militare della Croce Rossa.
Il 28 marzo 2026 aveva pronunciato il giuramento individuale di fedeltà alla Repubblica Italiana, diventando la prima donna sottufficiale di Andria a compiere questo atto nel Corpo Militare della Croce Rossa. La sua storia era stata raccontata anche per l’impegno nel volontariato, iniziato prima del trasferimento nella capitale.
Dal 2019 al 2022 aveva prestato servizio nella Misericordia di Canosa di Puglia. Ad Andria aveva ricevuto il premio Ebe, assegnatole per l’impegno nella Croce Rossa. La missione in Bosnia era la sua prima esperienza operativa internazionale.
La dinamica dell’incidente
L’elicottero è precipitato nel pomeriggio del 29 ottobre nella zona di Gorica, nel distretto di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, vicino al confine con la Serbia.
Il velivolo era un CH-47 Chinook, elicottero da trasporto militare dotato di due grandi rotori. Le immagini dell’incidente mostrano il mezzo perdere il controllo mentre volava a bassa quota, avvitarsi su sé stesso e precipitare in un’area di campagna.
Il comando della missione Eufor ha confermato che l’incidente è avvenuto durante un’attività di routine. Le cause della caduta non sono ancora state accertate. La Difesa ha aperto un’inchiesta per ricostruire quanto accaduto.
Le altre tre vittime
I sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi erano in servizio al Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo, presso il primo reggimento Antares, impegnato nell’addestramento del personale aeronautico militare.
Marchesi aveva 35 anni ed era originario di Orvieto. Secondo le prime ricostruzioni, i due militari svolgevano rispettivamente le funzioni di pilota e specialista dell’elicottero.
Il tenente Franco Adriano Zecchillo, milanese, era invece un medico del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa. Laura Procacci svolgeva funzioni sanitarie nell’ambito del dispositivo di assistenza ed evacuazione medica della missione.
I soccorsi e la missione del ministro Crosetto
Subito dopo lo schianto sono intervenute le squadre di soccorso locali. Il primo bilancio comunicato dal sindaco di Brčko, Siniša Milić, parlava di tre morti e dodici feriti. Il numero delle vittime è stato successivamente aggiornato a quattro, con undici superstiti.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che le autorità italiane hanno atteso di informare direttamente i familiari prima di rendere pubbliche le identità delle vittime.
La Difesa ha disposto l’invio di un’équipe medica militare italiana per assistere i feriti. Crosetto ha annunciato che venerdì 30 ottobre raggiungerà la Bosnia, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e da medici specialisti, per visitare i ricoverati e incontrare il personale impegnato nella missione.
Il cordoglio del presidente Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, esprimendo solidarietà alle famiglie delle quattro vittime e ai militari dell’Esercito e della Croce Rossa.
Nel messaggio, il Capo dello Stato ha chiesto di trasmettere personalmente ai familiari la sua vicinanza.
L’elicottero operava nell’ambito di Eufor Althea, la missione militare dell’Unione Europea che contribuisce alla sicurezza e alla stabilità della Bosnia-Erzegovina. Il comando europeo ha annunciato accertamenti sull’incidente e invitato a non diffondere ricostruzioni prive di conferme ufficiali.