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Ex Ilva, rimossi i blocchi alla raffineria Eni. Ma la Puglia resta in emergenza: carburante esaurito e supermercati in difficoltà | REPORTAGE

La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto si ferma dopo cinque giorni, ma la Puglia continua a fare i conti con una pesante crisi dei rifornimenti. Questa mattina, venerdì 16 ottobre, i sindacati hanno deciso di rimuovere immediatamente il blocco sulla statale 106 davanti alla raffineria Eni. Lo sciopero terminerà ufficialmente alle 23. Una decisione che consente la ripartenza delle autocisterne, dopo giorni di consegne interrotte, ma che non riporta automaticamente carburante nei distributori rimasti a secco. Alle difficoltà nella distribuzione di benzina e gasolio si aggiungono quelle del trasporto delle merci, con conseguenze già visibili nei supermercati e nei servizi pubblici.

Sette distributori su dieci senza carburante

I numeri raccolti giovedì 15 ottobre descrivono la dimensione della crisi. Secondo Fi.Ge.Ca., il sindacato dei gestori, circa il 70 per cento dei distributori pugliesi non aveva più benzina da erogare. Eni, da parte sua, aveva comunicato che 150 dei 270 impianti della propria rete regionale erano già a secco nella mattinata. Sono due rilevazioni differenti: la prima riguarda la rete regionale nel suo insieme, la seconda i soli impianti del gruppo petrolifero.

Il blocco iniziato lunedì 12 ottobre aveva impedito il normale transito delle autobotti dalla raffineria di Taranto, dalla quale dipende una parte importante delle forniture di Puglia, Basilicata e Calabria. Le scorte residue si sono progressivamente esaurite, mentre gli automobilisti hanno preso d’assalto le stazioni ancora operative. Si è tentato di recuperare carburante anche da depositi esterni alla regione, come Napoli e Ortona, ma i rallentamenti sulle strade hanno complicato le consegne.

Con la riapertura dei varchi Eni, la distribuzione può riprendere. Per riempire nuovamente i serbatoi, tuttavia, occorre recuperare i viaggi saltati e raggiungere centinaia di punti vendita. Non è ancora disponibile un bilancio aggiornato alla serata di venerdì che indichi quanti distributori siano stati effettivamente riforniti. Anche per questo non è possibile fissare una data certa per il completo ritorno alla normalità.

Supermercati, i primi vuoti riguardano frutta e verdura

La crisi ha raggiunto anche la distribuzione alimentare. Giovedì la Tgr Puglia ha documentato le difficoltà di approvvigionamento nei supermercati, segnalando una riduzione delle disponibilità di prodotti freschi, in particolare frutta e verdura. Oggi anche Tgcom24 e La7 hanno riferito di scaffali parzialmente vuoti e consegne rallentate.

Il problema è diverso da quello della raffineria, anche se le conseguenze si sommano. Le autocisterne devono riportare carburante nei distributori, mentre i camion che riforniscono supermercati e piattaforme logistiche devono poter circolare regolarmente. La riapertura dei varchi di Taranto risolve il primo ostacolo, ma non elimina le proteste degli autotrasportatori contro il caro gasolio.

Per i prodotti deperibili, che richiedono consegne frequenti, anche pochi giorni di interruzione possono compromettere il normale rifornimento dei punti vendita. Le notizie disponibili confermano carenze in alcuni supermercati pugliesi, ma non consentono di quantificare le scorte residue della grande distribuzione regionale né di stabilire che tutti i negozi si trovino nelle stesse condizioni.

Bari, carburante per altri cinque o sei giorni di autobus

A Bari l’emergenza riguarda direttamente i servizi pubblici. Il sindaco Vito Leccese ha dichiarato oggi che la città dispone di meno di una settimana di autonomia per la raccolta dei rifiuti e di cinque o sei giorni per il trasporto pubblico locale. Ha inoltre segnalato che in alcuni Comuni dell’area metropolitana le società incaricate dell’igiene urbana hanno già comunicato difficoltà nel garantire la regolarità del servizio.

Leccese ha chiesto un intervento immediato del governo, senza attendere il confronto nazionale del 27 ottobre. Ha sollecitato anche una misura temporanea sulle accise, per alleggerire i costi sostenuti dalle imprese di trasporto.

Nella mattinata di venerdì risultavano senza carburante diversi distributori cittadini. Tra quelli segnalati ci sono gli impianti Ip di piazza Giulio Cesare e del lungomare Armando Perotti, l’Enilive di piazza Luigi di Savoia e l’Esso di viale Papa Giovanni XXIII, a Poggiofranco, dove mancava il gasolio. Situazioni analoghe sono state riscontrate in altre zone della città, fino a San Giorgio. Si tratta di rilevazioni della mattinata, non di una verifica in tempo reale dell’operatività degli impianti.

L’emergenza ha spinto anche il mobility manager della Regione Puglia a proporre un potenziamento del lavoro agile per i dipendenti regionali, con particolare attenzione ai pendolari che rischiano di non poter raggiungere gli uffici. La proposta è stata indirizzata al presidente Antonio Decaro e ai responsabili amministrativi regionali.

Brindisi, 500 tir a Costa Morena. Stop a una parte dei servizi di igiene urbana

A Brindisi circa 500 tir si sono radunati oggi nell’area di Costa Morena, nei pressi del porto. Era previsto un corteo lungo la statale 379 in direzione Bari, con possibili rallentamenti all’altezza di Specchiolla. L’amministrazione ha invitato gli automobilisti a valutare percorsi alternativi. Era stato annunciato anche un sit-in alle 15.30 presso una stazione di servizio lungo la statale 16.

Le conseguenze della crisi sono già entrate nell’organizzazione dei servizi comunali. Con un’ordinanza adottata oggi, il sindaco ha disposto la chiusura dei centri comunali di raccolta dei rifiuti dei quartieri Paradiso e Sant’Elia da sabato 17 a martedì 20 ottobre compreso. La riapertura è prevista per mercoledì 21 ottobre.

Il provvedimento sospende inoltre l’utilizzo delle spazzatrici meccaniche e, con effetto immediato, il ritiro degli sfalci e delle potature affidato a Brindisi Multiservizi, fino a una nuova valutazione del Comune. La decisione è motivata dalle difficoltà nell’approvvigionamento del carburante e dai problemi alla circolazione provocati dalle manifestazioni degli autotrasportatori. Non è stata annunciata la sospensione generale della raccolta ordinaria dei rifiuti.

Foggiano e Nord Barese, le proteste continuano

La fine dei blocchi all’Eni non ha fermato la mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori. Nel Foggiano è il sesto giorno consecutivo di manifestazioni contro l’aumento dei costi di produzione e dei carburanti.

Oggi a Cerignola centinaia di persone hanno partecipato a una manifestazione in piazza Duomo, mentre un corteo di camion e mezzi agricoli ha attraversato il centro cittadino. Presenti il sindaco Francesco Bonito, il vescovo Fabio Ciollaro e numerosi studenti. Il percorso annunciato prevedeva il proseguimento sulla statale 16 fino al presidio nella zona industriale di Foggia, nei pressi del casello autostradale. Una delegazione di manifestanti è stata convocata in Prefettura.

Ad Andria gli autotrasportatori hanno bloccato la tangenziale, all’altezza di una rotatoria nei pressi di un distributore. La sindaca Giovanna Bruno ha incontrato i manifestanti e la Giunta comunale ha approvato oggi l’istituzione di un tavolo permanente per la crisi agricola e dell’autotrasporto. Al caro carburante si aggiunge, per gli olivicoltori, il crollo del prezzo dell’olio extravergine, sceso secondo il Comune al di sotto dei costi di produzione.

A Corato, dopo il corteo di trattori e camion che giovedì sera ha attraversato la città, i presidi sono ripresi questa mattina. Rallentamenti sono stati segnalati anche sulla provinciale 1 in direzione Toritto e sulla statale 96, soprattutto verso Altamura.

Taranto, autobus ridotti. Disagi anche negli aeroporti

Tra le prime conseguenze concrete del blocco della raffineria ci sono state le difficoltà del trasporto pubblico tarantino.

Il 14 ottobre Kyma Mobilità era stata costretta a ridurre drasticamente il servizio autobus, garantendo soltanto le corse scolastiche dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. La società aveva spiegato che le scorte di gasolio disponibili non consentivano il normale esercizio della flotta.

Nella stessa giornata i manifestanti avevano autorizzato il passaggio di un’autocisterna per rifornire gli autobus cittadini, consentendo di attenuare l’emergenza.

Le difficoltà hanno interessato anche il traffico aereo. Aeroporti di Puglia aveva segnalato problemi nell’approvvigionamento del carburante per gli scali di Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie, emettendo avvisi aeronautici sulle limitazioni temporanee.

Le compagnie hanno dovuto organizzare i rifornimenti anche in aeroporti esterni alla regione. Nonostante le restrizioni nella disponibilità di carburante, i collegamenti aerei hanno continuato a operare.

Un’altra preoccupazione riguarda la distribuzione dei medicinali. L’Associazione distributori farmaceutici ha avvertito oggi che il prolungamento dei blocchi potrebbe rallentare le consegne ai magazzini intermedi. Il presidente Walter Farris ha però precisato che, al momento, le forniture alle farmacie e ai cittadini sono regolari.

Ex Ilva, lo sciopero è sospeso ma la vertenza resta aperta

La decisione dei sindacati metalmeccanici è arrivata dopo l’assemblea dei lavoratori di questa mattina, al quinto giorno di mobilitazione. A favorire la sospensione della protesta sono stati due passaggi: l’intesa raggiunta ieri alla Regione Puglia e la convocazione del governo per il 27 ottobre a Palazzo Chigi.

Il documento sottoscritto il 15 ottobre da Regione, istituzioni locali, organizzazioni sindacali e rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e opposizione contiene quattro punti. Tra le richieste figurano ulteriori misure per tutelare l’occupazione, il coinvolgimento diretto dello Stato nella prospettiva industriale dello stabilimento e la continuità produttiva compatibile con la salute. Il documento indica inoltre la necessità di decarbonizzare progressivamente la produzione.

La sospensione dello sciopero non equivale a un accordo sul futuro dell’acciaieria. Giovanni Lippolis, rappresentante della Fiom, ha spiegato che la decisione è temporanea, perché le soluzioni richieste dai lavoratori non sono ancora arrivate.

Il prossimo appuntamento giudiziario è fissato per martedì 20 ottobre, quando la Cassazione esaminerà la questione relativa allo spegnimento degli impianti dell’area a caldo. Il confronto con il governo è previsto una settimana dopo, il 27 ottobre.

Intanto, sul fronte dell’autotrasporto, la mobilitazione proclamata in Calabria e Sicilia è prevista fino al 20 ottobre. Proseguono anche i presidi autonomi in Puglia. È questo il fattore che rende ancora incerta la regolarizzazione delle consegne alimentari, pur dopo la riapertura dei varchi della raffineria tarantina.