La famiglia di Giovanni Panunzio non ha partecipato alla commemorazione organizzata ieri, 6 novembre, dal Comune di Foggia per il 34° anniversario dell’omicidio dell’imprenditore edile, assassinato dalla mafia nel 1992 per essersi rifiutato di pagare il pizzo e aver denunciato i suoi estorsori. Un’assenza voluta, condivisa anche dai componenti dell’associazione intitolata alla vittima, in polemica con l’amministrazione comunale e con Libera.
Panunzio fu ucciso il 6 novembre 1992 dopo essersi opposto a una richiesta estorsiva di due miliardi di lire. Aveva denunciato i responsabili, anche attraverso un memoriale, contribuendo alle indagini che portarono al loro arresto e alla successiva condanna.
La cerimonia si è svolta davanti alla stele dedicata all’imprenditore, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. L’assessore comunale alla Legalità, Giulio De Santis, ha ricordato il coraggio di Panunzio e annunciato una settimana di iniziative nella Casa Panunzio, il primo bene confiscato alla mafia a Foggia, riaperto dalla giunta guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo e destinato ai servizi sociali.
Ma proprio la gestione della memoria dell’imprenditore è al centro della contestazione dei familiari. La polemica riguarda la stele commemorativa e la sede dell’associazione Giovanni Panunzio. I familiari hanno chiesto inoltre a Libera di eliminare il nome dell’imprenditore dal proprio sito.
«Della sua memoria ce ne faremo carico noi stessi», hanno dichiarato.
Michele Panunzio, figlio dell’imprenditore, ha spiegato all’ANSA le ragioni della protesta, ricordando che suo padre aveva lasciato un messaggio preciso: rifiutare la mafia e denunciare, rivolgendosi alle istituzioni.
«La nostra assenza non voleva essere uno sgarbo nei confronti di questore e prefetto», ha precisato, aggiungendo che la famiglia è amareggiata per quanto accaduto ma resta disponibile al confronto per ricomporre le fratture.
Alle commemorazioni istituzionali si sono affiancate iniziative rivolte agli studenti, tra cui la rappresentazione teatrale La Terra, a cura del Teatro della Polvere, organizzata nell’istituto scolastico Parisi-De Santis.
A 34 anni dall’omicidio, dunque, la ricorrenza si è svolta senza i familiari dell’uomo al quale era dedicata.