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Giochi del Mediterraneo, le tensioni internazionali non frenano i cantieri

A Taranto i lavori per i XX Giochi del Mediterraneo del 2026 continuano senza sosta. I cantieri sono aperti in diversi punti della città e il cronoprogramma procede con ritmi serrati. Ma mentre si avvicina la data inaugurale del 21 agosto, sul grande evento sportivo si allunga anche l’ombra delle tensioni internazionali legate alla guerra in Medio Oriente.

Negli ultimi mesi lo scenario geopolitico è cambiato rapidamente dopo l’operazione militare condotta da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani. Un conflitto che, pur distante geograficamente, ha riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza di grandi eventi internazionali.

A Taranto la questione assume un significato particolare perché una parte dell’accoglienza degli atleti sarà organizzata nel cosiddetto “villaggio galleggiante”. Il progetto prevede l’ormeggio di due grandi navi da crociera nel Mar Grande, vicino alla stazione navale della Marina Militare, dove verranno ospitate migliaia di persone tra atleti e delegazioni.

La scelta nasce proprio da esigenze di sicurezza. La presenza della base navale garantisce infatti controlli rigidi e una protezione militare costante. Tuttavia alcuni osservatori fanno notare che questa soluzione presenta anche un possibile paradosso: proprio perché la base di Taranto è una struttura strategica per la Marina italiana e per la NATO, potrebbe diventare un obiettivo sensibile nel caso di un allargamento del conflitto internazionale.

Al momento si tratta solo di valutazioni teoriche, ma il tema è entrato inevitabilmente nel dibattito sulla sicurezza dell’evento.

Nonostante il contesto globale incerto, il commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese, punta con ritmi serrati al completamento del progetto ribadendo che il lavoro procede “giorno e notte” per rispettare i tempi previsti.

Sul fronte delle infrastrutture, sono stati completati alcuni passaggi importanti, tra cui la struttura in acciaio del PalaRicciardi e la copertura dello Stadio del Nuoto. A breve dovrebbe partire anche la copertura del nuovo stadio Iacovone. E tutti gli impianti in costruzione o in ristrutturazione dei 41 previsti vengono realizzati esattamente come da cronoprogramma.

Parallelamente si lavora sull’organizzazione dell’ospitalità. Il bando per le navi che ospiteranno gli atleti ha già prodotto un primo risultato: una società con sede a Malta si è aggiudicata il contratto per una nave da circa 3.500 posti, mentre a breve sarà pubblicata una nuova gara per una seconda unità da 2.500 posti.

Secondo il commissario, anche la macchina organizzativa è ormai ben avviata: circa l’80% dei servizi principali — dai trasporti al broadcasting, fino alle cerimonie e ai controlli antidoping — è già stato assegnato dal Comitato internazionale.

Sulla stessa linea si muove anche il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che invita alla prudenza ma mantiene fiducia nel lavoro della struttura commissariale. Il governatore ha spiegato di aver avuto rassicurazioni sia sui tempi dei lavori sia sui rapporti con le delegazioni internazionali invitate a partecipare ai Giochi.

Un momento importante sarà quello dei primi giorni di aprile, quando a Taranto è previsto un incontro tra il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio e il comitato organizzatore. In quell’occasione verrà fatto il punto sulla situazione dei cantieri ma anche sul contesto internazionale.

L’obiettivo resta quello di portare a termine i Giochi senza intoppi e trasformare Taranto 2026 in un grande evento sportivo capace di mostrare la capacità organizzativa del territorio. Molto dipenderà però anche da come evolverà lo scenario internazionale nei prossimi mesi.