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Mesagne, sanguinosa rissa nella villa comunale: giudizio immediato

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi ha disposto il giudizio immediato nei confronti dei cittadini stranieri coinvolti nella violenta rissa avvenuta la sera del 9 dicembre scorso nella Villa comunale di Mesagne, episodio durante il quale un giovane rimase gravemente ferito al collo.

Accogliendo l’istanza del pubblico ministero Livia Orlando, che ha coordinato le indagini svolte dagli agenti del commissariato di Mesagne, la gip Barbara Nestore ha fissato l’inizio del processo per il 7 maggio davanti alla terza sezione penale del Tribunale di Brindisi. Restano comunque possibili eventuali richieste di riti alternativi da parte delle difese.

Nel procedimento risultano sei imputati, tutti chiamati a rispondere del reato di rissa. Per uno di loro l’accusa è più grave: tentato omicidio. La persona rimasta ferita nella colluttazione, oltre a essere indicata come vittima del colpo più grave, è a sua volta imputata per rissa e per lesioni aggravate dall’uso di un’arma impropria.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, Ali Ali Mohamed Khald, 22 anni, egiziano residente a Mesagne, avrebbe colpito al collo Moursi Mohammed Badwy Fathy Shawki, 20 anni, anch’egli egiziano residente nella stessa città, utilizzando un oggetto metallico lungo e appuntito. La ferita riportata dal giovane sarebbe stata particolarmente profonda e tale da mettere in serio pericolo la sua vita.

Nella stessa fase della colluttazione, il ventenne avrebbe reagito colpendo il presunto aggressore con il frammento di una bottiglia, provocandogli una ferita alla tempia giudicata guaribile in circa dieci giorni.

Oltre ai due egiziani, sono imputati per rissa anche Ngazia Brian Mugambi, 29 anni, cittadino keniano residente a Mesagne; Mostafa Mahmoud Mohamed Mahmoud, 21 anni, egiziano residente a Mesagne; Sayed Mohamed Ahmed Mohamed, 21 anni, egiziano residente a San Pietro Vernotico; e Ksaier Youssef, 19 anni, tunisino residente a Brindisi.

Subito dopo i fatti il ventiduenne egiziano fu arrestato in flagranza dagli agenti della Polizia di Stato con l’accusa di tentato omicidio e rissa aggravata, mentre gli altri cinque furono denunciati a piede libero.

A seguito dell’episodio il questore di Brindisi Aurelio Montaruli adottò anche provvedimenti amministrativi di prevenzione, emettendo cinque Daspo “Willy” nei confronti di altrettanti partecipanti alla rissa. Le misure vietano l’accesso e la permanenza, nelle ore pomeridiane e serali, nella Villa comunale di Mesagne, nelle aree limitrofe e nelle vie del centro frequentate per l’intrattenimento. Per quattro dei destinatari il divieto ha durata biennale, mentre per il giovane arrestato è stato disposto per tre anni.

L’episodio, che coinvolse un gruppo di giovani stranieri residenti tra Mesagne e comuni vicini, provocò nei giorni successivi forte preoccupazione nella comunità locale, riaccendendo il confronto pubblico sul tema della sicurezza negli spazi urbani.

Il ragazzo ferito fu trasportato d’urgenza all’ospedale Perrino di Brindisi, dove venne ricoverato in condizioni serie. L’immediato intervento delle pattuglie della Polizia di Stato permise di riportare rapidamente la situazione sotto controllo e di raccogliere i primi elementi investigativi.

Gli agenti giunti sul posto trovarono il giovane sanguinante e diversi partecipanti alla colluttazione. Le successive attività della polizia giudiziaria hanno consentito di ricostruire le fasi dello scontro e di identificare tutti i soggetti coinvolti. L’indagine si è avvalsa anche dello strumento dell’incidente probatorio, utile a cristallizzare alcune testimonianze.

Ora sarà il dibattimento a chiarire ruoli e responsabilità dei singoli imputati. Come previsto dall’ordinamento, fino a eventuale condanna definitiva tutti gli indagati devono essere considerati non colpevoli.