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Taranto, furto di rame nella notte: inseguito e arrestato dai carabinieri

Pensava di averla fatta franca, ma la sua fuga è durata solo una manciata di minuti. I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Taranto hanno tratto in arresto, nella tarda serata di ieri, un 40enne della provincia jonica, colto in flagranza di reato e ritenuto presunto responsabile di furto aggravato in concorso.
L’operazione è scattata a seguito di una segnalazione arrivata alla Centrale Operativa dal personale di vigilanza di un’azienda situata sulla SS7 Appia, in direzione Massafra, nei pressi dello scalo ferroviario “Bellavista”. I militari, intervenuti tempestivamente, hanno intercettato un autocarro sospetto. Il conducente, alla vista delle gazzelle dell’Arma, ha tentato una manovra disperata per dileguarsi.
Ne è scaturito un breve ma concitato inseguimento:
La fuga: Due dei complici sono riusciti ad abbandonare il mezzo e a far perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti, approfittando dell’oscurità.
Il fermo: Il 40enne, invece, è stato bloccato e immobilizzato dai Carabinieri dopo un tentativo di fuga a piedi.
Il bottino: quasi 700 chili di rame
All’interno del cassone del veicolo, i militari hanno scoperto un vero e proprio carico di “oro rosso”: 400 metri di cavi di rame rivestiti, per un peso totale di circa 680 chilogrammi.
Secondo i rilievi, il materiale era stato appena asportato da una cabina elettrica di una nota azienda locale. Si trattava di componenti vitali per l’alimentazione di alcune pompe industriali.
Oltre alla refurtiva, sono stati sequestrati numerosi attrezzi atti allo scasso, cesoie per il taglio dei cavi e funi utilizzate per il fissaggio del carico.
Provvedimenti e indagini in corso
L’autocarro è stato posto sotto sequestro, mentre l’intera refurtiva è stata già riconsegnata ai responsabili dell’azienda colpita. Per il 40enne si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Taranto, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le indagini proseguono serrate per identificare i due complici riusciti a sfuggire alla cattura. Per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.