Una sagrestia trasformata in luogo di studio, incontro e integrazione. Succede a Terlizzi, nella parrocchia di San Gioacchino, dove ogni pomeriggio una ventina di bambini italiani e stranieri si ritrovano per fare i compiti e imparare insieme.
Il progetto si chiama “Mille culture” ed è nato nel 2018 grazie a Simona Tamborra e al parroco don Michele Stragapede. All’inizio a chiedere aiuto furono soprattutto famiglie straniere alle prese con difficoltà linguistiche. Con il tempo si sono aggiunte anche famiglie italiane in condizioni di fragilità economica o culturale.
Il doposcuola accoglie bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni, dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 19.30. A seguirli ci sono circa venti volontari, tra insegnanti, professionisti e un docente universitario in pensione.
Il sostegno non riguarda soltanto i più piccoli. L’attività coinvolge anche i genitori, con l’obiettivo di favorire l’integrazione delle famiglie e creare una rete di relazioni attorno alla parrocchia.
Tra quaderni, tabelline, merende e pennarelli, il progetto punta soprattutto a superare le differenze di origine, lingua e religione. Nella sagrestia di San Gioacchino, ogni pomeriggio, restano semplicemente bambini che studiano, giocano e crescono insieme.